Hockenheim, ancora Hamilton, più forte del team. E la Ferrari gioca in difesa

lunedì 21 luglio 2008 · Gran Premi

E con questa fanno quattro. Melbourne, Monte-Carlo, Silverstone, Hockenheim, quattro successi uno più pesante dell’altro. Lewis Hamilton è un treno che viaggia a 300 all’ora, che più vince e più spinge. Determinato, concentrato. Anche più della squadra, che a metà corsa lo lascia in pista dietro la safety car mentre tutti gli altri fanno il pieno.

Ron Dennis gli parla via radio. Preoccupato. Lewis risponde: “Adesso è lavoro mio, ce la facciamo”. In 10 giri guadagna 16 secondi su Massa, si ferma ai box per l’ultimo stop e rientra quarto. Kovalainen si fa da parte come a Silverstone. Con Massa è duello. Con Piquet – che è miracolosamente leader dopo la safety car – è una lotta impari.

Lewis torna al comando e amministra: “Ho vinto e mi sono divertito”. Massa invece ragionava in difesa: “Dall’inizio Hamilton andava più veloce. Io perdevo mezzo secondo al giro. Dopo la safety car avevo difficoltà con le gomme soft, con la stabilità, con i freni”.

Un calvario insomma: Felipe nel finale tiene a stento il ritmo di Piquet, porta a casa un terzo posto che, tutto sommato, a Stefano Domenicali va anche bene “con tutto quello che è successo”.

Mentre Raikkonen si perde con le regolazioni. Terza fila in qualifica, sesto posto in gara: “Il retrotreno andava di qua e di là per tutta la corsa. Mai avevo avuto delle difficoltà come quelle di Hockenheim”.

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