Budapest, il motore ferma Massa a tre giri dalla fine. Vince Kovalainen

lunedì 4 agosto 2008 · Gran Premi

Un proverbio indiano dice che se uccidi un elefante non devi raccontare che l’hai portato a casa sulle spalle. Heikki Kovalainen vince a Budapest, fa il massimo risultato con il minimo sforzo e in conferenza stampa ha la faccia tosta di sostenere che la pressione su Massa l’ha messa lui, fino a fargli scoppiare il motore a tre giri dalla fine.

“Volevo che Felipe sforzasse il motore – racconta – e il fatto che la Ferrari abbia avuto un guasto tecnico dimostra che la mia visione di gara era giusta”.

No. Perché Felipe di lui se ne strafotteva. Con un margine di tutta sicurezza. Con i remi in barca perché la McLaren era troppo dietro per costituire un pericolo: “Stavo amministrando il vantaggio, non volevo prendermi rischi. Evidentemente non è bastato. Purtroppo le corse a volte sono crudeli”.

Va in fumo una vittoria che Massa costruisce con la partenza più bella della carriera: sprint vincente dalla terza piazza, Kovalainen bruciato in P2, Hamilton affiancato e sorpassato con coraggio alla prima curva. All’esterno!

Lewis a poco a poco perde contatto, al giro 40 fora l’anteriore sinistra quando ha già abbandonato il progetto di riprendere la Ferrari. È sincero Norbert Haug: “Sono dispiaciuto per Felipe. Noi della Mercedes sappiamo cosa si prova a perdere un Gran Premio negli ultimi giri per un problema così”. Lo sanno perché nel 2001 il motore di Hakkinen a Barcellona andò arrosto a cinque curve dal traguardo.

All’epoca giocò tutto a favore di Schumacher. Stavolta alla fine della fiera quello che si avvantaggia di più nella corsa al titolo è Raikkonen: si qualifica sesto, dorme per metà gara, si sveglia solo nell’ultimo stint.

Ha la meglio su Alonso nel gioco dei pit-stop e raggiunge Glock in seconda posizione. Studia l’attacco, poi rinuncia per avaria della sospensione posteriore. Sono comunque 6 punti in cassa, in classifica 3 in più sul compagno di squadra.

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