Il Consiglio d’Amministrazione della Ferrari va avanti per la sua strada: adesso l’abbandono della Formula 1 non è solo un’ipotesi, è una minaccia di fronte all’intransigenza della Federazione nella revisione dei regolamenti tecnici.
Mosley chiedeva proposte concrete in alternativa alle sue. Proposte che la FOTA ha elaborato e che però sono finite nel cestino in favore di “un doppio standard regolamentare – scrive la Ferrari – basato su regole tecniche e parametri economici arbitrari”.
Approvati tra l’altro a sorpresa “in una riunione – aggiunge Maranello – inizialmente convocata solo per una questione disciplinare”, ovvero il comportamento di Hamilton nei confronti dei commissari a Melbourne.
Il Cavallino si fa portavoce di un pensiero comune: anche Renault, BMW, Toyota e Red Bull confermano che se la FIA non cede si andrà verso altre categorie.
Negli anni ’80 Enzo Ferrari era in rotta con il potere sportivo e costruì una macchina per la Formula Indy. Fu un bluff, ma stavolta, conferma Piero Ferrari alla stampa inglese, non è così: “Se siamo sulla linea di partenza, dobbiamo starci con le stesse regole e con le stesse specifiche tecniche. Nel calcio l’Inter vince e spende tanti soldi per avere i migliori giocatori. Ma c’è anche il Catania che ha meno fondi. Non sarebbe giusto dire al Catania di giocare con 12 uomini e all’Inter di usarne 9. È un po’ quello che si vuole fare in Formula 1 con queste regole. Non sono accettabili”.
La storia prova che, dal 1950, Ferrari e Formula 1 sono due entità che si fanno forza a vicenda. Soprattutto commercialmente. Per questo il divorzio è una prospettiva poco realistica.
Lo pensa anche Bernie Ecclestone: “Una soluzione la troveremo. Non dico che sarà facile, ma in un modo o nell’altro ne verremo fuori. Vedrete che la Ferrari resterà”.

17 marzo /
24 marzo /
14 aprile /
21 aprile /
12 maggio /
26 maggio /
9 giugno /
30 giugno /
7 luglio /
28 luglio /
25 agosto /
8 settembre /
22 settembre /
6 ottobre /
13 ottobre /
27 ottobre /
3 novembre /
17 novembre /
24 novembre / 


