La Formula 1 sottosopra a Budapest: incidente a Massa e nuove gerarchie

domenica 26 luglio 2009 · Gran Premi

Un terremoto sportivo ed emotivo con epicentro all’Hungaroring. Sorprende che abbia vinto Lewis Hamilton, che secondo sia arrivato Kimi Raikkonen, che la pole l’abbia fatta Fernando Alonso. Un ribaltone che ricaccia indietro Brawn e Red Bull e promuove le vecchie grandi, che dopo 4 mesi ritrovano la strada maestra e tornano in testa.

Sarà Valencia col Gran Premio d’Europa a dire se e quanto durerà il nuovo assetto. Intanto è una bella scossa e non è l’unica. Perché nel week-end a Budapest va sottosopra anche l’immagine rassicurante della Formula 1 ipertecnologica e ipersicura.

In qualifica Barrichello perde la molla dell’ammortizzatore centrale che rimbalza sull’asfalto e va a centrare la visiera del casco di Massa. La molla pesa 800 grammi, ma per Felipe che viaggia sui 200 chilometri orari diventa un proiettile di 90 chili.

Il colpo è terribile. Massa si schianta contro le barriere, è sotto shock, viene trasportato in elicottero alla clinica militare AEK di Budapest: la prima diagnosi è di commozione cerebrale e frattura ossea sovraorbitale sinistra. Altro che il “piccolo taglietto” che dichiarava l’ufficio stampa della Ferrari.

Felipe è operato e indotto nello stato di coma vigilato. Il peggio è passato. Ma il suo caso è il secondo, nel giro di una settimana, di un pilota colpito pericolosamente alla testa da un corpo contundente: il 19 luglio a Brands Hatch in Formula 2, una ruota ha ucciso Henry Surtees, 18 anni, il figlio di John.

Ricordando al mondo che l’automobilismo resta uno degli sport potenzialmente più pericolosi.

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