Maldonado campione in GP2: “Ora la F1”, con la spinta di Hugo Chávez

sabato 18 settembre 2010 · Mercato

L’ironia è che ha vinto il campionato nel week-end in cui ha guidato meno, quello di Monza: 7 giri in gara-1 con collisione e volo alla prima variante; meno di un giro in gara-2 per l’uscita alla parabolica. Non ne approfitta Sergio Perez che in Italia doveva vincere tutto quello che poteva e che invece fa pure lui zero punti e saluta il Titolo.

E così Pastor Maldonado – 25 anni, 6 vittorie consecutive con la Rapax nel 2010 in gara-1 da Istanbul a Spa – è il nuovo campione di Gp2. Viene dopo Nico Rosberg, Lewis Hamilton, Timo Glock, Giorgio Pantano e Nico Hulkenberg. E loro – con l’unica eccezione di “Tyson” Pantano – il grande salto verso la massima serie l’hanno spiccato.

Come rischia di spiccarlo anche Pastor: “Penso di meritarmelo. E penso di meritarmi anche un buon team”.

Ha dalla sua tutto quello che conta nel giro che conta: l’esperienza di quattro anni in GP2 Main Series più una stagione in GP2 Asia; il sostegno di Nicolas Todt che da qualche parte i suoi piloti riesce sempre a sistemarli; e soprattutto, che non guastano mai, i soldi degli sponsor.

Si è mobilitato nientemeno che Hugo Chávez per la dote finanziaria garantita di Pdvsa, la compagnia petrolifera nazionale: “Sono sei anni che il governo del Venezuela investe su di me per portarmi in Formula 1. Di piloti in questo sport non ne abbiamo avuti per troppo tempo”.

Due soltanto: Ettore Chimeri e Johnny Cecotto, il primo nel 1960 va a finire con la Ferrari dentro un precipizio di 40 metri all’Avana; il secondo fa 18 corse fra il 1983 e il 1984 prima dell’incidente di Brands Hatch che gli segna irrimediabilmente la carriera.

Poi il Venezuela si dimentica della Formula 1. Finché un giorno d’autunno del 2004 non arriva Maldonado a Misano per provare la Minardi: “E già in quell’occasione – racconta Gian Carlo Minardi – aveva mostrato il suo talento”. Veloce? “Estremamente veloce, ma alterna belle prestazioni a errori importanti”.

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