Putin firma l’accordo con Ecclestone: Gran Premio di Russia nel 2014

Neanche un mese fa, quando gli domandavano dell’Africa, Bernie Ecclestone ai giornalisti diceva: “Sarebbe bello che il calendario riuscisse a coprire tutto il mondo. Però in questo momento è molto più importante la Russia. Per la gente che fa business in Formula 1, l’Africa è un po’ limitata. Invece la Russia è più aperta”.

Eccola, adesso, la Russia di Vladimir Putin. Si correrà a Sochi dal 2014, sulla costa orientale del Mar Nero, nel territorio di Krasnodar, in prossimità del confine con la Georgia: “Mi auguro – dice Bernie a CBSSports – che la Formula 1 possa giocare un ruolo determinante in quello che penso succederà a Sochi”.

Investe forte il governo di Mosca nello sport: nel 2014 oltre ai motori Sochi avrà anche la ventiduesima edizione dei Giochi Olimpici invernali. E sarà proprio intorno al villaggio olimpico che si snoderà il circuito, esattamente come voleva fare Atene ai piedi del Parnitha con le infrastrutture dei Giochi del 2004.

Bernie ha già la bozza del progetto e posa davanti al poster col lay-out della pista: “Si costruiranno impianti all’avanguardia, sia per le Olimpiadi che per la Formula 1”.

Aggiunge Putin: “È importante perché con la Formula 1 si renderà effettivo l’impiego di tutto quello che abbiamo creato per i Giochi del 2014. La Formula 1 non è solamente la categoria principale del motorsport, è anche la dimostrazione di tutte le conquiste nel campo della produzione delle auto”.

Il patto vale fino al 2020, con opzione per altre cinque stagioni. Top-secret invece il valore commerciale. Ma le spie dicono che alla Russia il contratto costa 40 milioni di dollari all’anno, più o meno quanto spendono gli Emirati Arabi per Yas Island e Singapore per Marina Bay. Perché Bernie voleva la Russia, ma sconti non era disposto a concederne.