Nobile, veloce e sorridente: Wolfgang von Trips nei ricordi di Enzo Ferrari

lunedì 5 settembre 2011 · Amarcord

“Un giovane di grande nobiltà d’animo”, come lo ricorda Enzo Ferrari nelle sue memorie. Moriva 50 anni fa, il 10 settembre 1961, Wolfgang von Trips. Particolarmente caro al Drake: è il pilota “che apre la quarta generazione, quella che segna la svolta professionistica”.

Vive in un vecchio castello nella foresta e si diletta con l’equitazione: “Era l’unico discendente di una famiglia baronale, una di quelle che in Germania rappresentano ancora il feudalesimo terriero. Un giovane Junker. Amava tutti gli sport, ma in particolare l’automobilismo, ed era un signore nella guida come lo era nella vita“.

Veloce, anzi velocissimo: “Era capace di qualsiasi ardimento senza che quel sorriso costantemente atteggiato a una leggera mestizia abbandonasse il suo volto finemente nobile”.

È Hawthorn a soprannominarlo “Taffy”. Forse c’entra una vecchia filastrocca. È comunque il nomignolo che von Trips conserva anche quando inizia a vincere, nel 1961, in Olanda e Inghilterra, prima di avviarsi verso la palma di campione del mondo.

Finché non arriva a Monza: “Morì in quel Gran Premio d’Italia che doveva essere il suo trionfo. Al secondo giro subì il tamponamento di Clark, che lo incalzava al centimetro”. 

Alla Parabolica la Ferrari di von Trips decolla verso le reti di protezione: “L’irreparabile avvenne fulmineo. Clark ne uscì indenne, ma Taffy fu letteralmente frombolato in mezzo al pubblico e le conseguenze assunsero dimensioni catastrofiche”.

L’incidente è fatale anche per 12 spettatori, ma la corsa non viene sospesa. Gara e Titolo li vince Phil Hill, ignaro della sorte che è toccata al suo compagno di squadra: “Finiva in questo modo sconvolgente un’annata per noi gloriosa. Quella giornata, che doveva essere il premio all’ardimento, alle vittorie, ai successi e al lavoro di tutti ci portò alla più cruda e dolorosa amarezza”.

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