Vietato l’elio nelle pistole del cambio gomme. Penalizzata la Mercedes

Quello delle attrezzature per i pit-stop è un settore in cui i team stanno investendo soprattutto adesso, perché senza i rifornimenti il tempo della sosta è esclusivamente quello del cambio gomme. La FIA da quest’anno ha fatto integrare il sensore di coppia per il controllo del serraggio. Per il resto ogni squadra ha le sue innovazioni.

Si gioca sul design dei dadi - la Ferrari a Silverstone l’anno scorso si è presentata con un nuova geometria della filettatura - però la velocità di smontaggio e serraggio delle ruote dipende anche dal tipo di gas che alimenta le pistole.

La Mercedes nel 2010 ha cominciato a usare l’elio che confrontato con l’aria ha una densità più bassa e quindi permette velocità di serraggio più alte. Poi la Federazione il 4 gennaio ha ratificato il divieto dell’elio che la Commissione per la Formula 1 stava discutendo già dall’anno scorso.

Ufficialmente è un bando simbolico che si inserisce nel contesto delle misure della FIA a favore dell’ambiente, perché l’elio è una risorsa non rinnovabile che secondo Robert Richardson – Nobel per la Fisica nel 1996 con David Lee e Douglas Osheroff – è destinato ad esaurirsi entro 25 anni e quindi va risparmiato.

È un appiglio comunque non tanto solido che al di là dell’ecologia toglie di fatto un vantaggio a Mercedes rispetto alle altre squadre che non hanno avuto la stessa intuizione e usano ancora l’aria compressa. D’ora in poi comunque in alternativa la Federazione concede solo l’azoto, che però per gli scopi del pit-stop è lontanissimo dalle proprietà dell’elio.

Ron Meadows da Brackley ammette che grazie all’elio il ritorno in performance c’era. Ma giura: “È come con i diffusori soffiati. Il reparto di progettazione non accetta che si andrà più lenti, quindi già stiamo lavorando su delle idee per migliorare”.