Bahrain, i commissari assolvono Rosberg. E Alonso replica via Twitter

lunedì 23 aprile 2012 · Gran Premi

È la scuola di Michael Schumacher. O l’effetto del successo di Shanghai. Nico Rosberg in Bahrain si è fatto notare due volte quando era sotto attacco e si è dovuto difendere. Ai limiti del regolamento, ma dentro i limiti. E infatti dai commissari non sono arrivate sanzioni.

È successo con Lewis Hamilton al giro 11 e poi con Fernando Alonso 13 giri dopo, sempre in uscita dalla curva 3 dove la Mercedes non aveva trazione e si faceva agganciare.

Ai due attacchi Rosberg ha risposto in maniera identica e cioè portandosi verso l’esterno della pista fino alla linea di demarcazione del nastro d’asfalto. L’hanno oltrepassata sia Hamilton che Alonso: il primo è riuscito a completare il sorpasso, il secondo ha alzato il piede e via radio ha invocato l’intervento dei commissari.

Emanuele Pirro, che la FIA ha confermato dopo la Cina, aveva detto a RaiSport: “Se qualcuno commette delle infrazioni, lo faccia come Dio comanda, così è più facile applicare il regolamento”. Pirro infatti già nel 2011 aveva dovuto difendere le penalità che lui aveva fatto applicare in Malesia.

Stavolta non si sporca le mani. Secondo il collegio giudicante, non c’è infrazione perché né Hamilton né Alonso sono sufficientemente affiancati a Rosberg per avere il diritto di traiettoria. Più precisamente: “Se ci fosse stata una porzione significativa della macchina 4 (quella di Hamilton) accanto alla macchina 8 (quella di Rosberg) e se la macchina 4 fosse rimasta dentro i confini della pista, allora l’azione non sarebbe stata considerata legittima”.

Alonso non ci sta e punge via Twitter: “Vedremo delle gare divertenti. Si potrà difendere la posizione come vuoi e si potrà sorpassare fuori dalla pista. Buon divertimento”.

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