L’inserimento della Formula 1 nel programma olimpico resta una chimera alla luce dei principi del CIO, ma la Grecia – che delle Olimpiadi è la patria – chiama la Formula 1 per farsi la sua corsa in privato.
La società che se ne sta occupando si chiama Dielpis Formula 1 e ha il sostegno del governo. Mentre la Grecia attraversa la sua crisi economica e finanziaria più grave e rischia di incorrere in situazione di default, che in economia identifica l’insolvenza o il fallimento, investire nelle corse è un paradosso.
“Però in un momento così difficile – si giustifica il ministro dello sport – ogni sforzo che può attrarre l’interesse internazionale è il benvenuto”.
La Grecia con le Olimpiadi di Atene nel 2004 già aveva scommesso sulla rinascita e poi si è scottata: il budget di finanziamento fu stimato su 15 miliardi di euro e poi fu sforato; il governo di Costas Karamanlis contrasse prestiti internazionali. Da quel buco contabile, il Paese non s’è più ripreso.
Il 3 agosto la Grecia ha fissato le dieci priorità per uscire dalla crisi: autostrade, privatizzazioni dei trasporti e miglioramento delle iniziative per attirare gli investimenti. Per cui il piano per la Formula 1 si inserisce in una cornice più ampia.
A maggio il governo ha presentato la candidatura ufficiale a Bernie Ecclestone. La località designata è Drapetsona, nel porto del Pireo. La pista secondo il progetto deve risultare scenograficamente simile a quella di Valencia. Nella speranza che di Valencia non segua anche le sorti finanziarie.

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