Una gara di stop a Grosjean. Ma la Fia separa le vittime illustri da quelle comuni

lunedì 3 settembre 2012 · Gran Premi

Non si fa male nessuno, almeno non seriamente perché Alonso comunque accusa un leggero dolore alla schiena. Ma la carambola alla curva della Source resta il fotogramma più significativo del Gran Premio del Belgio.

Quattro macchine ritirate, quelle di Alonso, Hamilton, Perez e Grosjean, un’altra danneggiata, quella di Kobayashi. Sulle responsabilità, Stefano Domenicali spiegava: “Vedrà la Federazione, ma comunque mi sembrano evidenti”. Anche Hamilton glissava nelle interviste.

Perché il paddock il colpevole ce l’aveva già: Romain Grosjean si prende 50 mila euro di ammenda e soprattutto una gara di squalifica – e quindi salta l’appuntamento di Monza – perché è sua la manovra scellerata che fa partire l’incidente. E la Lotus non ha nemmeno provato a difendere il suo pilota in sede di giudizio, per cui non è una sorpresa che alla fine non abbia nemmeno presentato ricorso.

Il verdetto della giuria – dove c’era per la prima volta Eliseo Salazar in qualità di ex pilota – è un segnale per tutti, perché nel comunicato la Federazione fa riferimento al fatto che nell’incidente siano rimasti coinvolti “dei piloti che corrono per il Titolo”. Quindi in pratica la FIA separa le vittime illustri da quelle comuni. Per dire: se metteva ko uno qualunque nelle retrovie, Romain se la cavava con una retrocessione e tanti saluti.

Ad ogni modo, la sua posizione è aggravata dai numeri: 7 incidenti – e quasi tutti al via – in 12 Gran Premi. Come se per lui le corse durassero 305 metri anziché 305 chilometri.

Anche nel 2009, quando Flavio Briatore l’aveva messo nell’abitacolo di Nelsinho Piquet, si era presentato malissimo perché aveva speronato Button dopo due chilometri. Proprio a Spa.

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