Carburanti speciali per le piste veloci: ecco cosa è cambiato a Spa e Monza

mercoledì 12 settembre 2012 · Tecnica

Ogni anno è un appuntamento fisso, a Spa e Monza debuttano per tutti i team i carburanti speciali che i fornitori pensano appositamente per le piste veloci, dove il propulsore funziona prevalentemente in piena apertura di farfalla: WOT, come si dice in gergo, ovvero wide open throttle.

È una configurazione che porta come diretta conseguenza il rischio di mettere il motore fuori uso per via delle onde d’urto che si producono nella camera di combustione. Oltre al fatto che il consumo di benzina cresce in maniera spropositata.

A questo proposito, un portavoce di Petronas – che è partner ufficiale di Mercedes dall’anno del ritorno in Formula 1 – a F1WEB.it spiega: “Le esigenze di contenere il rischio di danneggiamenti al motore e di mantenere il consumo entro i livelli prestabiliti, possono richiedere adeguamenti formulativi del carburante che spesso comportano variazioni anche sensibili di densità della benzina, con conseguente impatto sul peso della vettura alla partenza”.

Gli adattamenti della formula perciò vanno bilanciati, anche perché ogni fornitore all’inizio dell’anno deposita un campione di carburante presso la Federazione che poi in pista sistematicamente controlla le composizioni della benzina tramite gascromatografia. Per cui certi interventi non sono totalmente liberi.

Quanto al lubrificante, “l’esercizio del motore nei circuiti veloci comporta generalmente un incremento delle temperature dell’olio, che in parte vengono comunque compensate da uno scambio termico maggiore come conseguenza di più alte velocità medie di percorrenza”.

Quella pensata per i templi della velocità è l’unica un’evoluzione chiave in un momento cruciale della stagione. Ma può non essere l’unica: “Di norma se ne effettuano una o due nel corso del campionato, ovviamente sottoposte ad approvazione della FIA, con l’obiettivo di migliorare il mix di aspetti prestazionali che comprendono la potenza erogata, il consumo specifico volumetrico, quello gravimetrico e la resistenza ai fenomeni di combustione anomala”. Lo sviluppo del carburante è anche più critico che mai, dal momento che dal lato meccanico le modifiche sui motori sono congelate.

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