La Formula 1 torna negli Stati Uniti. La logica della riconciliazione

giovedì 15 novembre 2012 · Esclusive

È il passo che prima o poi bisognava fare: tornare con la Formula 1 negli Stati Uniti e vedere l’effetto che fa. Come prendere un impegno con l’America. E viceversa. Sylvain Lefebvre, professore all’Università di Montréal, nel 2011 ha pubblicato una ricerca sull’espansione della Formula 1 nel mondo, spiega qual è la logica della riconciliazione tra il circo dei motori e gli States.

F1WEB: La Formula ha così tanto bisogno degli Stati Uniti?

SL: Non del tutto. Almeno non per consolidare l’egemonia economica e mediatica. Però ci sono i costruttori dell’auto che investono e che pretendono più visibilità nel continente e non si accontentano di Montréal.

F1WEB: E gli Stati Uniti invece, quanto hanno bisogno della Formula 1?

SL: Non realmente, perché nel settore dell’automobilismo sportivo la Nascar e altre categorie sono molto popolari. Però è anche vero che molte città usano la Formula 1 per promuovere le loro attività e le potenzialità turistiche. Molte città americane ne hanno un disperato bisogno.

F1WEB: Un fatto come la gara di Indianapolis del 2005, quando si ritirarono in blocco tutte le squadre gommate Michelin, che incidenza può avere sulla popolarità della categoria?

SL: In effetti quell’episodio ha guastato la prospettiva di un ritorno rapido della Formula 1 negli Stati Uniti. Ma non sono problemi rilevanti. La ragione principale di un’attesa così lunga è che non c’erano delle candidature per una nuova corsa. E se anche qualche città avesse considerato l’ipotesi, non aveva le strutture per organizzarsi rapidamente.

F1WEB: Finché non ci ha pensato il Texas, con l’impianto di Austin…

SL: La Formula 1 aspettava una pista nuova con tante amenità. Adesso ce l’ha. Ma non è detto che Austin rinnovi il contratto, un giorno.

F1WEB: Cosa devono temere in Texas?

SL: Ci sono mercati più aggressivi che vogliono la Formula 1 negli Stati Uniti. Il New Jersey (che doveva debuttare con il tracciato semi cittadino di Port Imperial nel 2013 e che invece a ottobre ha chiesto un anno di proroga, ndr), Manhattan o Las Vegas in notturna. Sono progetti che possono minare la posizione di Austin.

Austin, Indianapolis, Port Imperial,