Marussia, con Razia è già finita. E la Ferrari alla fine piazza Jules Bianchi

Diceva Eddie Irvine: “La vita è strana, la Formula 1 è matta”. Già: a due settimane dalla partenza del campionato, il cascomercato si chiude con un colpo di coda che lascia a piedi Luiz Razia e porta Jules Bianchi alla Marussia.

“Uno si aspetta di correre – dice Razia su Autosport – e poi si ritrova fuori, per colpe che non sono del pilota“. Nemmeno i meriti dell’ingaggio erano stati suoi: 15 milioni di dollari di sponsorizzazioni garantiti da un fondo europeo.

La storia è complessa. Razia fa due giorni di test all’inizio di febbraio sulla nuova macchina a Jerez, poi a Barcellona non va in pista quando si allunga l’ombra lunghissima delle inadempienze contrattuali. Fa sapere il team: “Ci siamo trovati in una condizione in cui non potevamo fare altro che terminare l’accordo”.

Nel frattempo si sblocca l’impasse alla Force India che ripesca Adrian Sutil e lascia in panchina Jules Bianchi nonostante la raccomandazione della Ferrari. A quel punto il Cavallino fiuta al volo l’occasione di piazzare il suo protetto proprio al posto di Razia per fargli disputare una stagione completa.

La contrattazione dal piano sportivo si sposta su quello tecnico, perché la rossa fa leva sulla fornitura dei nuovi motori dal momento che Marussia sta guardando al futuro e sta già cercando un altro partner. L’ha rivelato Graeme Lowdon, il ds del team di Banbury, nel corso del forum della FOTA a Barcellona: “Non sono un dipendente Cosworth, ma quello che so è che non farà il motore turbo nel 2014. Ci saranno solamente Mercedes, Renault e Ferrari. Bisogna scegliere tra questi”. E un passo, Marussia l’ha già fatto.