Week-end “vip” in Belgio, ma di vip non c’è niente: Red Bull nella bufera

L’Autorità britannica sulle norme in materia di pubblicità ha strigliato la Red Bull con l’accusa di promozione ingannevole, dopo l’esposto presentato da due ragazzi inglesi che l’anno scorso si erano aggiudicati il concorso per “un viaggio vip al Gran Premio del Belgio”.

Secondo i garanti che hanno esaminato la vicenda, il pacchetto offerto dal gruppo di Dietrich Mateschitz per la corsa di Spa-Francorchamps non giustificava la denominazione attribuita al concorso perché il volo era gestito da una compagnia low-cost, arrivava solamente a Colonia mentre l’albergo per il pernottamento, senza letti separati, era dislocato in Olanda e non disponeva nemmeno del centro benessere che prometteva.

Ma la protesta – di cui riferisce l’Independent – nasce anche dal fatto che il premio non includesse nessun accesso all’area esclusiva del tracciato, bensì due tagliandi per le tribune.

Praticamente quello che doveva essere un week-end da sogno è diventato un ping-pong che ha portato i ragazzi attraverso tre Paesi nell’arco di 48 ore e che alla fine li ha costretti pure a lasciare anzitempo il circuito per rientrare a casa.

Dal punto di vista della Red Bull non c’è nessuna violazione perché l’accezione “vip” era motivata dall’offerta per “una delle gare più prestigiose del calendario della Formula 1” e si riferiva al pacchetto nel suo insieme, cioè biglietti, voli ed alloggio in hotel a 4 stelle. Ai vincitori è andato solo un rimborso parziale per il rientro anticipato.

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