In rettilineo a Idiada per l’ultimo test: Ferrari azzarda il DRS passivo?

Un passaggio rapidissimo a Idiada prima di mandare il materiale in Australia. La Ferrari dopo i test di Barcellona è rimasta in Catalogna e si è sparata una delle giornate a porte chiuse che il regolamento concede per le prove sul dritto.

Il piano specifico del test è top secret, ma il sospetto è che la rossa avesse la necessità di provare in rettilineo una soluzione ardita - forse il potenziamento del DRS passivo ispirato a quello della Lotus – e non volesse occhi indiscreti.

Fernando Alonso da Montmelò commentava: “Dobbiamo ancora fare progressi in frenata e sul consumo delle gomme”. Il passo comunque c’è: “Se con la macchina dell’anno scorso siamo arrivati quarti in Australia, stavolta siamo almeno da podio”.

Ma oggi non è solamente il cronometro a mandare segnali incoraggianti: “Quello che abbiamo sviluppato con la fluidodinamica computazionale e in galleria del vento – dice Pat Fry – sta funzionando in pista. Non c’è mai una correlazione del 100 percento, però va abbastanza bene”.

Per il resto, il programma di sviluppo della F138 è già fissato: “Arriveranno nuovi pezzi a Melbourne, altri in Malesia e poi ci sarà un aggiornamento più grande per la Cina”.

Due in tutto i contrattempi di rilievo in 12 giornate di test. Il primo, a Jerez, dove la scatola del cambio è andata a fuoco con tutto il telaio. Il secondo con Felipe Massa che sabato pomeriggio ha chiuso in anticipo i test perché sulla F138 si è staccata la ruota anteriore sinistra sul rettilineo che porta al tornante della Caixa. Massa non è andato a sbattere, ma si è fermato nella via di fuga e non ha ripreso le prove. La Ferrari poi ha fatto sapere che si è trattato del cedimento del portamozzo. E Alonso domenica ha completato il programma senza problemi e si è infilato tra le due Mercedes.

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