Coulthard come Woods e Federer: Red Bull fa show a Dubai sul tetto del mondo

venerdì 1 novembre 2013 · Fuoriformula

I tondi che a Sebastian Vettel sono costati l’ammonizione alla fine del Gran Premio d’India, li ha ripetuti David Coulthard alla vigilia del Gran Premio di Abu Dhabi, pure lui sulla Red Bull, in una location del tutto inedita e del tutto spettacolare, a 210 metri d’altezza, sulla piattaforma d’atterraggio dell’elicottero del Burj Al Arab, l’albergo a forma di vela che domina Jumeirah Beach a Dubai.

Il Burj Al Arab è uno degli hotel più lussuosi del mondo, è costato 650 milioni di dollari e per metterlo in piedi ci sono voluti sei anni. Si autocelebra come “l’unico a sette stelle”, malgrado il mondo gliene riconosca comunque soltanto cinque.

Lo show è toccato a Coulthard perché il gruppo di Dietrich Mateschitz lo sta mantenendo sotto contratto per spedirlo in giro per il mondo nelle iniziative più assurde: “Mi sono divertito, mi fa sempre piacere quando la Red Bull mi coinvolge”. Nel 2008 l’aveva mandato a Pamplona alla festa di san Firmino a sfrecciare al posto dei tori.

Nemmeno la pista dell’eliporto del Burj Al Arab è nuova alle iniziative spettacolari. E ovviamente tutte a scopo pubblicitario con altissimo impatto mediatico: Tiger Woods ci ha giocato a golf nel 2004; Andre Agassi e Roger Federer si sono allenati a tennis nel 2005; Dani Torres si è esibito con la KTM nel 2012 per promuovere l’appuntamento con gli X Fighters; l’Aston Martin a gennaio ci ha depositato una Vanquish rossa fiammante per celebrare il centenario della fondazione.

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