Michael Schumacher lotta per la vita. E sul web imperversano gli sciacalli

lunedì 30 dicembre 2013 · Fuoripista

Per tutti i medici e gli infermieri dell’ospedale di Grenoble, l’ordine è tassativo: si entra senza cellulari, si parla solamente attraverso i canali ufficiali. Il sito del Daily Mail riporta che “intorno a determinate aree s’è dovuto allestire un cordone di sicurezza“, che è stato necessario “ricorrere a personale extra”, anche agenti di polizia, per tenere a bada i giornalisti, i curiosi, gli sciacalli.

Resta appesa a un filo la vita di Michael Schumacher dopo la bruttissima caduta nel fuoripista a Meribel. Gli specialisti che lo stanno seguendo confermano che il quadro è critico: “Non possiamo pronunciarci sul futuro, lotta per la vita, presenta lesioni cerebrali diffuse e bilaterali. Se non avesse avuto il casco non sarebbe nemmeno qua”.

Con Schumi ci sono Corinna, Gina Maria e Mick. La famiglia in una nota scrive: “Intendiamo ringraziare lo staff medico perché sappiamo che sta facendo il possibile per aiutare Michael. Ringraziamo anche tutta la gente nel mondo che ha espresso partecipazione e che ci sta inviando gli auguri”. Così tanti da mandare in crash il sito ufficiale di Schumacher.

Nella notte è arrivato Olivier Panis, che proprio a Grenoble ha la residenza. Voleva vedere Michael e informarsi direttamente coi medici, non gli è stato concesso. Nessuna conferma invece sul fatto che ci fossero anche Ross Brawn e Jean Todt.

Del resto il web nel settore del motorsport vive anche sui falsi scoop. L’edizione online di Dauphiné Liberé menziona un secondo intervento per ridurre la pressione cerebrale, la notizia viene ripresa dovunque, non cita una fonte certa. Da Grenoble infatti smentiscono, puntualizzano che di intervento ce n’è stato solo uno, all’arrivo in ospedale.

È da domenica mattina che la rete con scioltezza sforna aggiornamenti continui quando invece il riserbo è massimo. Lee McKenzie della Bbc su Twitter ammonisce: “Concentratevi sulle notizie ufficiali. Ci sono troppi giornalisti che barattano voci e informazioni sbagliate. Attenetevi ai fatti, non fate la corsa a chi inventa“.

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