Non chiamiamoli avvoltoi. L’opinione di Maurizio Voltini di Autosprint

venerdì 3 gennaio 2014 · Esclusive

A Grenoble è la giornata della marcia “silenziosa e rispettosa”. L’ha voluta la Ferrari nel giorno del compleanno di Schumacher che resta in coma farmacologico per la caduta sugli sci a Meribel. Le notizie ufficiali sono sempre più diluite, da domenica hanno prodotto un effetto distorto, soprattutto in rete dove certe questioni diventano più pesanti per l’esigenza d’immediatezza. F1WEB.it ha sentito Maurizio Voltini di Autosprint.

F1WEB.it: Nella sua posizione, percepisce la pressione degli appassionati?

Maurizio Voltini: Nel mio ruolo di collaboratore di Autosprint, in particolare del sito internet, ho seguito molto da vicino la vicenda e posso veramente dire di aver avvertito un’enorme pressione da parte degli appassionati “affamati” di notizie. Ma non l’ho avvertita in modo negativo. Qualcuno ha addirittura parlato di “curiosità morbosa”, ma a parte alcune (poche) eccezioni, non mi è parso sia stato così. In realtà tutti – non solo i fan di Schumi – erano veramente preoccupati, in uno stato di grande ansia e volevano solo sapere come stava una persona che ha lasciato il segno.

F1WEB.it: I bollettini sono meno frequenti, la famiglia ha bisogno di privacy e i fan vogliono sapere. Esiste una via di mezzo?

MV: Ora i bollettini sono un po’ superflui perché la situazione si è stabilizzata, e come ho rimarcato più volte è pure un buon segno. Significa che non ci sono complicazioni sulla strada del recupero fisico di Schumacher. Però anche inizialmente non è che le informazioni “ufficiali” siano state granché. Si è passati dalle prime informazioni di “incidente non grave” verso mezzogiorno di domenica, allo choc della dichiarazione alle 22 secondo cui era in coma e in pericolo di vita. Anche dopo le informazioni ufficiali sono arrivate col contagocce. Un po’ poco, considerando la “fame” di notizie e considerando che parliamo di un personaggio pubblico di rilevanza mondiale. Da un lato ritengo che il concetto di “privacy” in casi simili sia un po’ relativo, ma allo stesso tempo che la famiglia in questi casi vada in qualche modo protetta e salvaguardata. Per questo penso ci debba essere un pr che in qualche modo faccia da “filtro” tra interessati e mondo esterno, rilasciando le informazioni corrette quando è il caso.

F1WEB.it: Ma in giro si è continuato a scrivere di una seconda operazione nonostante il bollettino di lunedì l’avesse esclusa. I media stanno cercando il sensazionalismo?

MV: Questa è la prima conseguenza dell’assenza di informazioni ufficiali date con regolarità. Trovano spazio le illazioni. Anche perché non dobbiamo dimenticare che le voci dopo l’incidente (che parlavano già di stato di coma) si sono dimostrate “più vere” delle fonti ufficiali… Poi indubbiamente c’è stato chi ha amplificato, forse al di là del lecito, ma non dobbiamo dimenticare che spesso i colleghi hanno dovuto lavorare su “rivelazioni” improvvise e notizie frammentarie mentre dall’altro lato c’era il pubblico (e immagino anche i caporedattori…) che richiedeva di sapere. Noi abbiamo cercato di segnalare sempre quando parlavamo di voci, opinioni o informazioni ufficiali, ma non è stato facile, per cui non me la sento di condannare le imprecisioni.

F1WEB.it: Allora come si fa a scegliere le fonti attendibili?

MV: Quando le stesse fonti ufficiali si rivelano poco attendibili (perché molto in ritardo oppure eccessivamente stringate) e i colleghi francesi hanno avuto ragione con le loro informazioni “sottobanco” iniziali, già parlare di “scelta” delle fonti è arduo. Non parliamo poi dell’attendibilità…

F1WEB.it: Allora qual è l’approccio corretto?

Probabilmente l’unico modo di affrontare la situazione seriamente diventa quello di evitare le “sparate” o di sbilanciarsi troppo, ma in questo caso si rischia di mancare la notizia o di sembrare superficiali, di non dare il giusto peso al dramma. Non è per nulla facile. Per questo mi pare che raffigurare la categoria dei giornalisti come degli “avvoltoi” che marciano sul dramma familiare di Schumacher, sia ingeneroso e poco veritiero. Perché se qualcuno si è fatto protagonista di episodi quantomeno incresciosi o è stato troppo invadente, la maggioranza fa semplicemente da “interfaccia” con la massa di appassionati preoccupati che chiedevano di essere aggiornati.

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