La telecamera sul casco: “Fuoripista per scelta, Schumi non ha soccorso nessuno”

mercoledì 8 gennaio 2014 · Fuoripista

L’indiscrezione era trapelata dopo Capodanno su ledouphine.com, ma la prudenza imponeva che venisse prima pesata. La procura di Albertville l’ha confermata mercoledì mattina in conferenza stampa: Michael Schumacher sul casco montava una piccola telecamera, una Go-Pro, di quelle che gli atleti impiegano normalmente per le riprese a mani libere, in canoa, in parapendio, in bicicletta. O sugli sci, appunto.

Sono immagini che in tutto durano due minuti, secondo la polizia sono “estremamente chiare” e contengono “tante informazioni”. Confermano innanzitutto la ricostruzione dell’inchiesta che all’inizio era partita senza il filmato, perché la telecamera – riferisce Autosprint – non è arrivata agli inquirenti insieme col casco.

È un punto controverso, ma la famiglia precisa che nessuno ha mai cercato di nascondere il video. Fatto sta che “non ci sono elementi – sottolinea Patrick Quincy, il procuratore – per sostenere che Schumacher avesse soccorso qualcuno”, come invece aveva affermato Sabine Kehm coi giornalisti.

“Sono tentato di dire – prosegue Quincy – che Schumacher fosse andato fuoripista per sua scelta“. Sulla velocità: “Sembra fosse appropriata per uno sciatore esperto”. Perché la procura lo ripete: “Schumacher senza dubbio è uno sciatore estremamente bravo”.

Però: “Uno dei suoi sci ha colpito una roccia che sporgeva e l’ha fatto cadere con la testa su un’altra roccia”, almeno a otto metri di distanza dal bordo della pista. Che era regolarmente contrassegnata coi paletti: “Le norme sono precise, dai sopralluoghi risulta che fossero state rispettate”.

Dalla Francia comunque parlano solo gli inquirenti. Resta il riserbo invece all’ospedale di Grenoble. Corinna fa un appello ai media, chiede di allentare la pressione, di smontare l’accampamento davanti e dentro la clinica per dare più respiro ai medici: “Per favore, lasciate in pace anche la nostra famiglia“.

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