Red Bull in elicottero su Melbourne. L’impresa che fallì nell’81 a Dubai

giovedì 13 febbraio 2014 · Fuoriformula

Non è solo la prima gara dell’anno. È anche la corsa d’esordio di Daniel Ricciardo nell’avvicendamento con Mark Webber sulla macchina che ha vinto il mondiale. Il Gran Premio d’Australia parte con un mese d’anticipo, con la Red Bull che si fa un bel volo in elicottero, agganciata per le ruote, sospesa nell’aria.

Brighton, il luna park alla spiaggia di Santa Kilda, i vigneti di Yarra Valley e – ovviamente e giustamente – il circuito dell’Albert Park.

In tutto, un’ora e mezza di volo, per una missione che ha coinvolto altri due elicotteri per le riprese e le foto che il comitato promotore ha girato alla stampa per annunciare il rinnovo del contratto di sponsorizzazione con Rolex.

Per la Red Bull, quello di Melbourne non è il battesimo dell’aria. La prima esperienza in elicottero nemmeno tre mesi fa, per arrivare sulla piattaforma d’atterraggio del Burj Al Arab di Dubai dove David Coulthard ha riprodotto i tondi di Sebastian Vettel per celebrare la vittoria del campionato.

Sempre con l’elicottero, aveva volato la Ferrari di Fernando Alonso in occasione della gara di Barcellona nel 2013 con i soldi di Banco Santander.

Ma trent’anni fa, a Dubai un trasporto eccezionale nello stesso stile l’aveva provato pure Joe Wiedmer, per trasportare nel paddock la Porsche e partecipare al Gran Premio nel parcheggio intorno all’Hyatt Regency. E non gli era andata benissimo perché l’aggancio non aveva retto e la macchina era piombata nel vuoto.

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