Penalità a gogo sulla griglia di partenza di Monza. E Verstappen paga per il cofano motore

sabato 5 settembre 2015 · Gran Premi

Arretrano in sette sullo schieramento di partenza del Gran Premio d’Italia per effetto dell’applicazione di una lunga serie di sanzioni che in tempi recenti ricorda solamente la qualifica stranissima e atipica di Suzuka nel 2009, quando troppi furbetti s’erano bellamente fregati delle bandiere gialle.

Oggi la griglia la stravolgono soprattutto le sanzioni di natura tecnica, ma i provvedimenti dipendono dagli interventi specifici, perché il regolamento fa differenza in base all’adozione dei componenti. Arretrano per esempio le McLaren che a Monza si giocano il nono motore della stagione, ma Alonso perde dieci posti e Button solo cinque. Che sono niente in confronto al record di 105 che hanno fissato in Belgio.

Cambia i motori anche la Red Bull, ma qui si tratta di una scelta strategica, sacrificare Monza dove le chance con la Renault sono insignificanti, anticipare in compenso l’installazione di una nuova unità che prima o poi pure doveva arrivare, dal momento che le altre sono fuse e spremute. Anche qui condanne diverse: 50 posizioni per Ricciardo che incigna due motori, 35 per Kvyat che al motore aggiunge la sostituzione della trasmissione.

Ancora, arretra la Toro Rosso, scende Sainz di 35 posizioni perché rinnova un po’ di tutto, Verstappen di 30 perché sul motore nuovo la Fia trova i sigilli violati e quindi lo conta per due. Non c’è sanzione invece per Rosberg che cambia la versione evoluta con quella del Belgio, per cui resta nel limite delle cinque unità.

È già un casino così, ma la lista dei retrocessi s’allunga con Ericsson che perde tre posizioni per un ostruzionismo cocciuto a Hulkenberg nella prima qualifica. Tra parentesi, gli danno pure due punti sulla superlicenza.

In tutto, fanno 168 posizioni di penalità. “Alla faccia del bicarbonato di sodio”, diceva il principe. Ora siccome la griglia prevede solamente venti piazzole e la matematica non è un’opinione, va a finire che le retrocessioni non si possono scontare per intero. I debiti fino a Spielberg venivano convertiti in drive-through oppure stop-and-go, poi le squadre hanno ritenuto che la procedura fosse troppo complessa. Adesso chi non paga sulla griglia, non paga più. E da complessa la procedura è diventata iniqua.

L’unico che si porta appresso un penalità per la corsa è Verstappen. Imprudente e folle la Toro Rosso che nella prima eliminatoria lo manda in pista in extremis senza stringere tutte le viti della scocca: “Credo – confessa lui – che ne abbiano fissate solo la metà”. Mezza carrozzeria vola per aria dopo la prima variante, restano praticamente a nudo motore, circuiti di raffreddamento e radiatori. La Fia a due settimane dal dramma di Justin Wilson non perdona: drive-through a Verstappen da scontare nei primi tre giri di gara. Un buffetto sulla guancia, comunque.

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