Bahrain, la Fia blocca Alonso dopo l’incidente di Melbourne. E torna lo spettro di Bercellona

giovedì 31 marzo 2016 · Gran Premi

Per Sakhir si sta imbarcando Stoffel Vandoorne. Ci sarebbe andato comunque, ma sarebbe partito venerdì – alla chiusura dei test di Super Formula a Okayama – per le attività promozionali, parecchie perché la McLaren in Bahrain ha diversi finanziatori e quella “è un po’ una gara di casa”, scrive il team sul sito. Ma adesso le consegne cambiano perché Vandoorne deve marcare il debutto in Formula 1 e dare il cambio a Fernando Alonso che non ha superato i controlli medici della Fia.

La visita è durata un’ora e mezza e s’è tenuta nel centro medico dell’autodromo. Alonso è stato sottoposto a due tomografie del torace e secondo la Federazione non ci sono i presupposti “per consentirgli di correre in sicurezza”.

Dallo staff medico, dettagli precisi niente. Ma Alonso in conferenza stampa conferma la voce che nel frattempo s’è fatta largo nel paddock: fratture alle costole. La Fia perciò avvisa: gli esami devono essere ripetuti in Cina per il prossimo Gran Premio, prima che sia firmato il nullaosta per la partecipazione. Insomma la posizione clinica di Alonso resta tutta da verificare.

Perché è vero che Matador in Australia è uscito da solo dai rottami, ma ha patito comunque una decelerazione di 46 G a cui la cellula di sopravvivenza ha retto, il sedile no. Era successo anche alla Lotus con Grosjean a Sochi.

Soprattutto, nel caso di Alonso pesa pure l’incidente di un anno fa ai test di Barcellona, apparentemente lieve come botto, di striscio contro il muretto alla curva 3, senza dubbio meno pericoloso di quello di Melbourne. Però all’epoca su cause e traumi non s’è mai fatta chiarezza. E lui per i postumi restò fermo un mese e saltò il Gran Premio d’Australia.

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