Qualifiche, stavolta si cambia davvero: da Shanghai tutto come l’anno scorso

giovedì 7 aprile 2016 · Regolamenti

Alla fine il risultato della qualifica a Sakhir interessava pochino. Più che altro, il punto era capire se il formato del gioco delle sedie superasse l’esame di riparazione dopo il fiasco di Melbourne: “Ma non vedo come possa farlo”, anticipava Toto Wolff.

In Q3 i big il giro finale l’hanno fatto. Ma per una serie di circostanze in Q2 a cinque minuti dalla fine girava solo Hulkenberg. Però sono andate in pista le Williams malgrado fossero serenamente qualificate: “L’abbiamo fatto per il bene dello sport”, diceva Claire Williams. E probabilmente anche per il bene degli sponsor che si sono conquistati le inquadrature.

I nodi insomma sono rimasti, adesso dalla Fia e dalla Fom arriva il comunicato congiunto che a valle della richiesta delle squadre conferma la volontà di finirla davvero, tornare alla vecchia maniera, tre segmenti in cui le eliminazioni si fanno tutte alla bandiera a scacchi. Come chiedevano a gran voce i tifosi sui social network. Vettel in Bahrain giovedì l’aveva sottolineato con la metafora della gelateria:

If you sell vanilla ice cream and everybody that comes to the shop asks for chocolate ice cream, the next day you open you are expected to sell chocolate ice cream. But instead you decide to sell vanilla ice cream again. So, I think that usually you do what your clients would like you to do, but you’re not really doing the job, I guess, if you do exactly the opposite.

Storia travagliata queste delle qualifiche. Approvate all’ultimo minuto, poi ridiscusse in Australia e ancora in Bahrain, dove tutti sembravano d’accordo al dietrofront: “Andrebbe crocifisso pubblicamente nel paddock – diceva Wolff – chiunque si azzardi a non firmare”. L’accordo invece è sempre slittato, bisognava vincere l’ostruzione della Red Bull, riferiscono dall’Inghilterra.

Todt fino all’ultimo ha cercato la mediazione, ha proposto a Pirelli di fornire un set in più soltanto per la manche di qualifica. Ma sabato in conferenza stampa aveva anche avanzato un’altra idea:

You take the first eight (cars) of the classification, the eighth is leaving first at the green light during the lap, while he is doing the lap, the seventh of the classification goes to do his lap. And you will have one car on the track (all the time) with an unpredictable final result.

In pratica il formato che suggeriva F1WEB.it l’anno scorso per valorizzare proprio l’ultimo segmento, la sfida finale in Q3 su giro secco in base all’ordine inverso della seconda frazione. Ecclestone invece ha portato in assemblea il sistema della somma dei tempi, in modo che ognuno facesse almeno due giri. Nel 2005 non aveva funzionato. E oggi qualunque altra sperimentazione è sempre un rischio.

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