Abu Dhabi, scheda e storia del circuito

Gli hotel a sei stelle
Il disegno della pista

La variante extra lusso di Montecarlo, sull’isola artificiale di Yas, l’ostentazione della ricchezza a due passi dal parco tematico della Ferrari. È insipido il tracciato, ma il contorno fa la differenza. Costo: non milioni, ma miliardi di dollari. Posti a sedere: appena quarantamila, ma sono per portafogli pesanti. Si corre fra il tramonto e il primo buio, l’ultima chicca che gli sceicchi non si fanno mancare.

5.554 km × 55 giri

Il giudizio di Christian Klien per F1WEB.it

Forse il circuito più moderno al mondo, la corsa al tramonto è sempre spettacolare, ai piloti piace il passaggio sotto l’hotel e lungo il molo. Non impegnativo tecnicamente, molte curve sono ad angolo retto, le vie di fuga sono ampie. Il giro è abbastanza lungo, i tre settori sono molto diversi, globalmente ci vuole un assetto da medio carico.

La storia essenziale

2010. La Formula 1 incorona Vettel che vince e diventa il campione del mondo più giovane d’ogni tempo. La Ferrari fa un doloroso autogol quando sceglie di marcare Webber, anticipa la sosta di Alonso che resta bloccato per tutta la corsa dietro a Petrov e si fa recuperare 15 punti da Vettel. Calderoli e Castelli della Lega Nord trovano il pretesto per contestare Montezemolo che si affaccia sulla scena politica italiana con il movimento Italia Futura

2012. Raikkonen vince per la prima volta dal ritorno in Formula 1. Favolosa la reazione con cui mette a tacere il team che durante la gara gli dà indicazioni via radio sulla gestione delle gomme: “Lasciatemi in pace, so quello che faccio”. Euforici, senza freni, sul podio lui e Vettel si lasciano andare a un linguaggio troppo colorito che fa intasare di proteste i centralini della Bbc.

2014. Hamilton fa suo il secondo mondiale. Solo Rosberg può tenergli testa, ma perde 3 secondi al giro per il guasto del sistema di recupero dell’energia. La squadra gli propone il ritiro quando si avvicina l’onta del doppiaggio, lui insiste per continuare, accetta la sconfitta nella maniera più elegante, professionale e matura.

2016. Rosberg è iridato, nella gara dell’incoronazione sfugge al tranello di Hamilton che alza il piede e prova a spingerlo indietro nelle fauci di Vettel e Verstappen per privarlo di podio e titolo. Esce svuotato da una guerra lunghissima e molla tutto, chiude la carriera al vertice liberando un volante caldissimo.