Austin, scheda e storia del circuito

La scalata verso la prima curva
Il traffico in città

La pista che riconcilia la Formula 1 con l’America dopo lo smacco di Indianapolis. Impianto ultramoderno, in divenire perenne, un autodromo permamente in controtendenza negli anni della moda dei tracciati cittadini. Spettacolare l’arrampicata verso la prima curva, cieca, il punto più alto del circuito.

5.500 km × 56 giri

Il giudizio di Christian Klien per F1WEB.it

Forse è la pista migliore che abbia mai disegnato Hermann Tilke, piace ai piloti per i cambi d’elevazione e perché la successione delle curve è molto fluida, come a Spa. Dalla linea di partenza si sale verso la prima curva, il punto più alto della pista, con il punto di corda proprio in cima alla collina. Poi si entra in una serie di curve che ricorda quelle di Silverstone, mentre la parte finale è simile allo stadio di Hockenheim. Complessivamente ci sono opportunità di sorpasso in più punti dove si possono prendere traiettorie diverse.

La storia essenziale

2012. La Ferrari si gioca Massa con un gesto disperato prima del via, gli sostituisce il cambio malgrado non ci siano anomalie e lo fa slittare indietro di cinque posizioni per l’applicazione della retrocessione. Alonso così passa da ottavo a settimo e guadagna il lato delle piazzole dispari, quello pulito e più gommato.

2013. Al pit stop di Webber la Red Bull fa tutto in 1.923, è la prima squadra a scendere sotto il muro dei due secondi, la soglia psicologica tra realtà e fantascienza. Serial winner, Vettel fa saltare l’ultimo tabù, è l’unico che abbia mai vinto otto gare di seguito. E tutte nello stesso campionato. A Interlagos si migliora pure, suona la nona sinfonia.

2015. Rosberg si fa scappare la macchina in accelerazione mentre è in testa, lascia accomodare Hamilton. Il mondiale psicologicamente se n’è già andato, se ne va anche matematicamente: Hamilton fa tre come Senna. L’uragano Patricia condiziona tutto il weekend, sposta le qualifiche a domenica mattina.