Barcellona, scheda e storia del circuito

La vita notturna
L’ultima chicane

Presso Montmelò, nella zona industriale di Barcellona, venti chilometri a nord-est dal centro. È la pista su cui tradizionalmente si fanno più test. In calendario dal 1991, l’anno della massiccia campagna promozionale per i Giochi Olimpici. In ordine cronologico è la quinta sede da Gran Premio in Spagna dopo Pedralbes, Jarama, Montjuic e Jerez de la Frontera.

4.655 km × 66 giri

Il giudizio di Christian Klien per F1WEB.it

È uno dei circuiti di test, tutti hanno mille informazioni su questa pista, per cui può succedere che i tempi sul giro siano molto ravvicinati. Sorpassare è un’impresa, la qualifica è fondamentale anche nonostante il drs perché il rettilineo principale è molto breve e in effetti è l’unico punto in cui si può provare un sorpasso. Il setup sacrifica la velocità di punta per via delle curve lente.

La storia essenziale

1991. Senna e Mansell si fanno tutto il rettilineo a ruota a ruota in mezzo alle scintille. Mansell sfrutta la corda e passa, torna dietro dopo il pit stop. Alla fine vince quando Senna s’insabbia e Berger spompa il motore

1996. La pioggia aiuta la Ferrari, Schumacher che scatta terzo vince nonostante faccia una sosta in più rispetto agli avversari e nonostante abbia uno scarico menomato. È il suo primo successo al volante della rossa.

2000. Al pit stop Schumacher investe Nigel Stepney che all’epoca è capomeccanico con l’incarico d’innestare il serpentone del rifornimento. Poi incappa in una foratura. Arriva quinto mentre la McLaren va a siglare la doppietta.

2001. Il motore di Hakkinen va arrosto a cinque curve dal traguardo. Gioca tutto a favore di Schumacher che vince malgrado un rallentamento per vibrazioni. È la gara in cui la Fia liberalizza l’elettronica perché non è più in grado di controllarla.

2012. A sorpresa, Maldonado si aggiudica la gara con la Williams che di punto in bianco si trasforma e torna al vertice. Ma è un caso isolato. Dopo la corsa va a fuoco il box del team, per un corto circuito che si innesca nelle apparecchiature per il rifornimento, in trenta sono intossicati dal fumo.

2013. All’indomani del Gran Premio, la Mercedes fa mille chilometri di test in tre giorni con Pirelli. Al volante Rosberg e Hamilton, coi caschi camuffati. La macchina è quella del campionato in corso, in palese violazione dell’embargo sulle prove. Finisce con l’esclusione del team dai test per le giovani leve e con l’ammonizione a Pirelli.

2015. Alonso sbatte alla curva 3 nei test, l’equipe di soccorso lo trova in stato confusionale. Il vento è la spiegazione ufficiale che il team fa scrivere nei rapporti, Alonso la smentisce quando incontra la stampa un mese dopo, crede piuttosto al guasto dello sterzo che comunque dalla telemetria non risulta. Diversi aspetti non tornano. Circola l’ipotesi della scarica elettrica dal kers.

2016. Rosberg alla partenza perde velocità perché ha la mappatura sbagliata, Hamilton attacca all’interno, spazio per entrambi non ce n’è. La loro corsa finisce là. La Ferrari non approfitta della botta di culo, la gara va a Verstappen alla prima partecipazione su Red Bull: a 18 anni e sette mesi è il più giovane a imporsi, il decimo vincitore diverso in dieci edizioni consecutive del Gran Premio di Spagna.