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Biografia di Emerson Fittipaldi

2 titoli, 14 vittorie, 6 pole, 35 podi, 281 punti

“O fabuloso” nel documentario di Roberto Farias nel 1973. Di etnia mista, brasiliana, italiana e russo polacca. Per lui il Brasile s’inventa il Gran Premio in casa. E il soprannome del topo.

È il più giovane iridato prima di Alonso, per arrivare in Formula 1 vende il telaio della Formula Vee con cui ha gareggiato in Sudamerica. È invece uno dei più vecchi a cimentarsi in Formula Cart, si aggiudica un campionato nel 1989 e due volte la 500 Miglia a Indy.

Le frasi celebri di Emerson Fittipaldi

Un buon pilota sa bilanciare il coraggio e la paura.

Le origini

Si avvia con le moto, secondo la prassi dell’epoca. Quasi subito si mette a costruire kart col fratello maggiore, tale Wilson che poi fonda la Copersucar. Entra in Formula Vee nel 1967. Arriva in Europa nel 1969 in Formula Ford, nella scuola di Jim Russell che gli procura il contatto con Chapman per una stagione in Formula 2 nel 1970.

In Formula 1

A due mesi dall’esordio già vince il primo Gran Premio, difende la leadership del campionato per conto di Rindt che è deceduto il mese prima a Monza. Nel 1972 è il primo brasiliano da mondiale quando non ha nemmeno 26 anni: stravince la gara di Monza, malgrado non fosse sicuro di vedere il traguardo per un’avaria del serbatoio.

L’anno dopo sente la pressione di Peterson, a Monza per tenere contatto nella lotta in campionato s’aspetta un favore che Chapman invece non autorizza. Perde il titolo a vantaggio di Stewart e se ne va in McLaren. Dove vince il secondo mondiale.

In pratica la sua carriera finisce qui perché nel 1976 per ragioni affettive, economiche e patriottiche continua in proprio nella squadra del fratello, la Copersucar che si muove coi fondi di una cooperativa brasiliana di coltivatori di zucchero. È la decisione che lo rovina, in Formula 1 non vince più niente, ma la Ferrari lo cerca nel 1976 dopo l’incidente di Lauda. Nel frattempo la squadra che ha lasciato si aggiudica l’iride con Hunt.

Ridimensionato in Formula 1, riparte dalla Cart e si reinventa la carriera. A Indy vince due volte, nell’89 e nel ’93. All’età di 47 anni. Un record.

Un’impresa

A Silverstone nel 1975 regge la sfida con pioggia e grandine prima che arrivi la bandiera rossa: “Vedevo in lontananza questa nube nera. Davo per certo che avrebbe fatto guai”. Altroché: escono di strada in tredici, la maggioranza alla curva Club, dove s’infortuna anche un commissario.