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Biografia di Jody Scheckter

Un titolo, 10 vittorie, 3 pole, 33 podi, 246 punti

Selvaggio, propenso all’incidente, con l’arroganza di chi è oltremodo sicuro di sé e dei suoi mezzi. Agguanta il titolo solo quando si dà una calmata. Attraversa la Formula 1 come una meteora, smette prestissimo e cambia vita, commercia simulatori di armi da fuoco, compra una fattoria nei pressi di Londra e fonda una comunità per l’agricoltura biodinamica.

Le frasi celebri di Jody Scheckter

Se fossi stato un giocatore di tennis avrei tirato avanti un altro anno. In Formula 1 non si può fare, sarebbe stupido ammazzarsi per soldi.

Io non ero bravo quanto Schumacher. Ma d’altra parte nessuno lo è.

Le origini

Il papà ha una concessionaria a East London, lui invece di vendere le macchine mette insieme i kart per correre, sembra indirizzato alle moto, poi si ferma per il servizio militare. Quando torna è quello di prima, talentuoso e brutale, vince in Formula Ford nazionale e quel successo gli vale un apprendistato in Europa. Dove brucia le tappe e fa imbestialire i colleghi per lo stile irruento.

In Formula 1

Ai tempi dell’esordio fa più danni che punti. Nel 1973 rischia una strage a Silverstone, innesca una carambola che manda fuori gioco nove macchine e provoca la sospensione della gara. Il commento di Fittipaldi è impietoso: “Quest’uomo è un pazzo, è una minaccia per se stesso e per gli altri”.

La McLaren lo sospende su pressione dei piloti, lo reintegra in Canada e lo schiera col numero 0. Alla fine gli annulla definitivamente il contratto dopo un alterco con Cevert. Lui allora passa alla Tyrrell al posto di Stewart e arriva terzo in campionato. Due anni dopo conduce la doppietta storica della P34 a sei ruote in Svezia.

Cambia aria, sorprende con la Wolf che sulla carta è un rischio e invece vince al debutto. Non cava nient’altro, allora cambia ancora e raggiunge Maranello. Sulla Ferrari è iridato nel 1979, quando la folla invece sostiene Villeneuve. La svolta arriva a Zandvoort, dove Gilles perde terreno per un pneumatico che comincia a sgonfiarsi, insiste a tirare e resta su tre ruote.

Quello di Scheckter è l’ultimo trionfo del cavallino nel mondiale piloti prima della scomparsa di Enzo Ferrari. È anche uno dei titoli che peggio vengono difesi perché l’anno dopo la rossa proprio non c’è, manca di velocità, deportanza e affidabilità, ha già la testa allo sviluppo del motore turbo. Scheckter è l’ombra di se stesso, fa solo due punti, si scoraggia e lascia.

Un’impresa

Nel 1975 a Kyalami è il primo e unico sudafricano a vincere la gara di casa: terzo in griglia dopo un incidente delle prove, passa Pace alla partenza, tiene testa alla Brabham di Reutemann fino alla bandiera a scacchi e vince per 4 secondi.