surtees_artwork

Biografia di John Surtees

Un titolo, 6 vittorie, 8 pole, 24 podi, 180 punti

Calmo, controllato. L’unico col doppio titolo di auto e moto. Una leggenda, ma di quelle autentiche. È lui “il figlio del vento” prima che l’appellativo se lo prenda Carl Lewis. A cena con Hawthorn una sera aveva promesso: “Voglio restare un motociclista”. Quello saggiamente gli aveva risposto: “Guarda che le macchine sono più facili da tenere in piedi”.

Le frasi celebri di John Surtees

La pratica è l’unica cosa che ti porta a quella guida rilassata che dà consistenza.

Le origini

È una squalifica il primo risultato della carriera: vince in coppia col papà in sidecar, viene estromesso quando si scopre che non ha ancora quindici anni. Sulla Norton batte Geoff Duke a Silverstone e Brands Hatch nel 1955. Lì parte la scalata: vince sette titoli in moto, passa con disinvoltura da due a quattro ruote nell’epoca in cui comincia a contare la specializzazione. Nel ‘59 il test con la Vanwall, poi il debutto a Monaco in Formula 1 l’anno dopo.

In Formula 1

Lascia subito il segno, arriva secondo nella seconda gara, fa la pole a quella dopo, si ritira per via di un radiatore mentre è in testa. Dal 1961 si dedica solo alla Formula 1, rifiuta la Lotus perché non gli aggrada la prospettiva di fare lo scudiero di Clark, quindi firma con la Yeoman che schiera una vecchia Cooper.

L’adocchia Enzo Ferrari che lo porta al titolo nel 1964: Surtees a Monza ricompone lo squarcio della classifica, Bandini in Messico gli lascia il secondo posto che gli dà il mondiale per un punto su Graham Hill.

La Ferrari l’anno dopo non vale Lotus e Brm. Lui a settembre quasi s’ammazza a Mosport nei test della Lola T70 per il campionato Can-Am, ma nel 1966 sfodera una prestazione maiuscola a Spa, vince a nove mesi dall’incidente. Il disastro arriva dopo: in contrasto perenne con Eugenio Dragoni, il direttore sportivo, lascia la rossa per raggiungere provvisoriamente la Cooper per finire il campionato in cui arriva secondo dietro a Brabham.

L’anno successivo è all’Honda, ci resta due anni e vince solo una gara. Continua la discesa con Brm, si fa una squadra sua che nemmeno ingrana, per questioni di budget la ritira alla fine del 1978 nonostante abbia già fatto progettare il telaio per l’anno dopo.

Un’impresa

Lui e Brabham giovano del ritiro di Clark a Monza nel 1967 e chiudono in volata: sul rettifilo d’arrivo Surtees non sale di marcia per non perdere lo spunto, decide per un fuorigiri astronomico che gli dà la vittoria per due decimi di secondo.