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Biografia di Kimi Raikkonen

Un titolo, 20 vittorie, 17 pole, 84 podi, 1360 punti

Freddo, misurato, silenzioso e impenetrabile. Un uomo di ghiaccio. Iceman, non a caso. Con il dono di un potenziale esplosivo che spesso resta offuscato dietro errori assurdi e prestazioni incostanti. Mai scorretto comunque. Magari distratto.

Le frasi celebri di Kimi Raikkonen

Non bado ai rischi. È chiaro che certe volte hai sfortuna e puoi farti male. Ma è meglio pensare al pericolo soltanto dopo.

Non l’ho neanche visto il calendario. Corro dove mi dicono di correre.

Le origini

La famiglia fa i salti mortali per far gareggiare lui e il fratello Rami, sono anni di sacrifici, il papà fa il buttafuori nelle discoteche e contemporaneamente il tassista. Alla fine i Raikkonen prendono due strade diverse: Rami ai rally, Kimi alle monoposto e dalla Formula Renault salta direttamente in Formula 1 con la Sauber dopo 23 gare appena. Sotto osservazione perché la superlicenza è temporanea e gli vale solo per quattro corse.

In Formula 1

Alla Sauber è solo di passaggio, sembra quella l’anticamera per la Ferrari, invece lo prende la McLaren al posto di Hakkinen per il 2002. Coi soldi della cessione, la Sauber si mette in casa un computer da 530 processori in parallelo, il più potente del paddock.

Sfiora il successo a Magny Cours nel 2002, scivolo sull’olio di McNish e lascia accomodare Schumacher. Vince l’anno dopo, dalla pole, a Sepang nell’afa. Il che suona perlomeno curioso per uno che viene dal gelo. Quell’anno resta a galla per il mondiale fino all’ultimo Gran Premio, si ferma a 2 punti da Schumacher.

Nel 2005 è di nuovo in lizza per l’iride. Contro Alonso stavolta. Lo penalizza soprattutto l’inaffidabilità della MP4/20. Insomma la McLaren non è all’altezza della concorrenza, lui però si fa valere sui compagni di squadra. E non a caso la Ferrari riparte da lui dopo Schumacher.

S’impone a Melbourne nel 2007 al debutto con cavallino e centra l’hat trick. La telefonata, un attimo prima del podio, è proprio di Schumacher che gli ha lasciato il posto. Fa suo il titolo, poi qualcosa si guasta e allora nel 2010 lascia il campo e passa al rally con Red Bull.

Ci ripensa due anni dopo, torna ai Gran Premi con la Lotus: “Mi è mancata la competizione. Nel rally correvo contro il cronometro”. Vince ad Abu Dhabi nel 2012, è favolosa la reazione con cui mette a tacere il team che gli dà indicazioni via radio sulla gestione delle gomme: “Lasciatemi in pace, so quello che faccio”.

Non finisce la stagione nel 2013, prima di tornare alla Ferrari che ha liquidato Massa deve operarsi alla schiena per i postumi di un vecchio schianto nei test del 2001 con la Sauber a Magny Cours. Affianca Alonso, resta quando arriva Vettel. E Marchionne lo tiene perennemente in bilico per il rinnovo.

Un’impresa

Attacca Fisichella all’ultimo giro a Suzuka nel 2005, è il sorpasso che gli dà la vittoria last minute dopo la partenza in P17. È una delle rimonte più incredibili nella storia, la quinta nella classifica generale.