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Biografia di Nino Farina

Un titolo, 5 vittorie, 6 pole, 20 podi, 117 punti

Cavaliere del rischio, aggressivo, anche imprevedibile in certe azioni di gara, all’epoca dell’affermazione è uno dei più amati e seguiti. Il precursore della guida a braccia distese. Muore nel 1966 nei pressi di Chambery, poco lontano da Grenoble, mentre sta andando da Torino al Gran Premio di Francia a Reims con la Ford Cortina Lotus.

Le frasi celebri di Nino Farina

La mia prima gara finì con un incidente. Fissava l’andamento che avrebbe accompagnato la carriera.

Le origini

Nasce in una famiglia di carrozzieri; lo zio è il Pinin che fonda Pininfarina. Si laurea in legge e non esercita. È forte nel calcio e nello sci. Da pilota, raggiunge la fama negli anni Trenta, ancora prima dell’istituzione del campionato del mondo di Formula 1. Vince nel 1940 il Gran Premio di Libia a Tripoli, poi la Seconda Guerra Mondiale gli impone lo stop, lo chiama al fronte e di fatto ne sospende l’ascesa.

Quando si riaprono le competizioni fa suo il trofeo di Montecarlo del 1948, si guadagna il biglietto d’accesso al mondiale che sta per nascere.

La carriera in Formula 1

È lui il primo iridato della categoria, vince il titolo nel 1950 con l’Alfa per 3 punti su Fangio. Nel 1952 passa alla Ferrari ed è vicecampione. Poi entra in lenta fase calante, sulla rossa si aggiudica solo un Gran Premio, in Germania nel 1953. Praticamente soccombe all’orgoglio di Ascari, è emblematico l’episodio di Bremgarten: la squadra chiede cautela per preservare la tripletta che lo vede in testa, invece è attaccato e sorpassato da Ascari.

Un anno dopo, in Argentina all’età di 47 anni e 79 giorni, per la storia della Formula 1 è il più anziano in pole.

Di lui, Enzo Ferrari scriverà: “Farina era l’uomo dal coraggio che rasentava l’inverosimile. Un grandissimo pilota, ma per il quale bisognava stare sempre in apprensione, soprattutto alla partenza e quando mancavano uno o due giri all’arrivo. Al via era come un purosangue ai nastri, che nella foga della prima folata può rompere; in prossimità del traguardo era capace di pazzie, ma rischiando solo del proprio, senza scorrettezze e danno ad altri. Così, aveva un abbonamento alle corsie dell’ospedale”.

L’ultima partecipazione è del 1955, a Monza, per la Ferrari ma sulla Lancia. Nelle prove si schianta alla nuova soprelevata e per precauzione non prende il via.

Un’impresa

Nel giorno in cui sboccia la Formula 1 a Silverstone, conduce la tripletta dell’Alfa Romeo, realizza l’hat-trick e sfiora l’en plein. Che gli sfugge per quei 7 giri in cui al comando transitano Fangio e Fagioli.