Fuji Speedway, scheda e storia del circuito

Le riserve naturali
Gli spiriti arrabbiati di Aokigahara

Curvoni a raggio astronomico, un rettilineo infinito che Hermann Tilke lascia immutato quando rimaneggia la pista per riportarla in calendario. Non scocca mai la scintilla dell’amore fedele, al Fuji si corrono solo due edizioni negli anni Settanta e due nel nuovo millennio. Poi la palla torna a Suzuka.

4.563 km × 67 giri

La storia essenziale

1976. La pista è un fiume in piena, la gara che assegna il titolo comincia con due ore di ritardo, senza safety car e Dio per tutti. S’arrende Lauda che ad agosto al Nurburgring ha guardato la morte in faccia. Hunt deve recuperare 3 punti, li fa tutti malgrado una foratura, risolve una sfida psicologica di tecnica e stili di vita. E quel confronto, intenso e deciso, quasi quarant’anni dopo diventa un film, Rush di Ron Howard.

1977. Villeneuve fa una capriola tripla nell’incidente con la Tyrrell di Peterson, vola con la macchina al di là delle reti. Muoiono un commissario di percorso e un fotografo, sette spettatori restano feriti. Villeneuve invece ha solo escoriazioni. La Formula 1 in Giappone per un decennio non ha il coraggio di tornarci.

2007. Sotto l’acqua, Hamilton vola verso la vittoria, segna un punto che apparentemente è decisivo nel mondiale. Alonso sbatte alla R100, Vettel tampona Webber dietro safety car. Le Ferrari perdono prima di partire, montano le intermedie nonostante 24 ore consecutive di pioggia e nonostante l’ordine della Fia per le extreme-wet, devono tornare ai box dopo tre giri per allinearsi alle disposizioni di sicurezza. E sprofondano in coda.