Hockenheim, scheda e storia del circuito

Il campeggio
La nostalgia per la vecchia pista

Lo spauracchio di pistoni e bielle è sparito nel 2002, è rimasta una versione mozza senza le sezioni che una volta attraversavano la Foresta Nera. La nuova pista non ha carattere e nemmeno una curva da pelo. Ma è figlia del marketing: perde due chilometri e guadagna venti giri sulla distanza di gara, per cui la visibilità delle macchine dalle tribune aumenta del 50%.

4.574 km × 67 giri

Il giudizio di Christian Klien per F1WEB.it

Pista piatta, praticamente una tavola. C’è il tornante per sorpassare, alla fine di un lungo tratto in accelerazione. La velocità di punta conta molto, ma bisogna sacrificarla per fare l’infield. Quindi il setup viene fuori da un compromesso.

La storia essenziale

1968. Clark trova la morte in mezzo agli alberi della foresta mentre disputa la prima batteria di una gara anonima di Formula 2. All’epoca è lui che detiene i record nella massima serie. Unico figlio maschio di una ricca famiglia di allevatori di pecore, corre dovunque gli capiti.

1980. Ai test scompare prematuramente Patrick Depailler, si ribalta con l’Alfa Romeo alla Ostkurve dove per lavori di manutenzione non ci sono le reti di contenimento.

1982. Nelle libere di sabato, Pironi impatta contro la Renault di Prost che è nascosta dalla nube d’acqua della Williams di Daly sul rettilineo che porta al Motodrom. Resta intrappolato nella scocca, con le gambe straziate. I medici gli risparmiano l’amputazione, ma la carriera in auto è segnata.

1986. Si prosciugano i serbatoi dei big che chiudono in riserva. Ce la fa Piquet a vincere davanti a Senna che sui rettilinei scarta insistentemente per andare a pescare le ultime gocce di benzina per il motore che tossisce. Resta a secco anche Prost, scende dall’auto e arriva a spinta sotto la bandiera a scacchi; viene classificato sesto.

2000. Getta un paio di volantini, attraversa la pista mentre le macchine sfrecciano a 350 all’ora. È un disoccupato francese, protesta contro la Mercedes che l’ha licenziato. I commissari mandano la safety car. Se ne avvantaggia Barrichello che è partito diciottesimo, vince con gomme d’asciutto sul bagnato.

2008. Una perla di Hamilton: la McLaren a metà corsa lo lascia in pista dietro alla safety car mentre gli altri fanno il pieno, allora lui alla ripartenza guadagna subito 16 secondi su Massa, si ferma ai box e rientra quarto, quindi passa Kovalainen, Massa e Piquet. Torna al comando e amministra.

2010. La Ferrari chiama Massa via radio mentre è al comando, gli fa notare che “Fernando è più veloce”, l’obbliga implicitamente a rallentare per lasciarsi sfilare dall’altra rossa. È un gioco di squadra troppo scoperto per il quale la Ferrari subisce un’inchiesta che si chiude con un nulla di fatto e porta la Fia a liberalizzare gli ordini di scuderia.