Indianapolis, scheda e storia del circuito

La soprelevata
La puzza degli hot dog

Secondo solo a Brooklands nella classifica degli autodromi più vecchi al mondo, un mostro di storia per la 500 Miglia, a valenza iridata tra il 1950 e il 1960, un evento che per l’Europa conta zero e costa troppo. E peraltro si corre con regole diverse da quelle del resto del campionato. Il circo ci torna solo nel 2000, per un Gran Premio vero stavolta, ne sfrutta un rettilineo e una soprelevata; il resto è un misto piatto e insipido.

4.192 km × 73 giri

La storia essenziale

1952. Per la prima e ultima volta, Enzo Ferrari iscrive le macchine alla 500 Miglia: “È Ascari che me lo chiede”. Ma negli Usa è bellamente ignorato dagli sponsor. Ascari dopo mezzora di corsa rompe il mozzo posteriore destro, perde una ruota e si gira in mezzo alla pista. Quel giorno vince Ruttman, a 22 anni e due mesi: per oltre mezzo secolo, nei libri dei record è il vincitore più giovane, prima che arrivi Alonso.

2000. La Formula 1 torna negli Stati Uniti, è tutto esaurito, Indy vende 250 mila biglietti per il weekend, fissa il record d’affluenza a un Gran Premio. Hakkinen trita il motore, Schumacher vince e riprende il comando del campionato, ma rischia di mandare all’aria l’impresa per un testacoda a quattro giri dalla fine.

2002. Schumacher rallenta sotto la bandiera a scacchi, regala la vittoria a Barrichello per 11 millesimi. Garantisce: “Non avevamo programmato niente. Abbiamo cercato di passare insieme la linea del traguardo”. È un atto di galanteria involontaria che cancella in qualche modo il torto dell’Austria. Ma agli americani è sgradito.

2005. I team di Michelin parcheggiano nel box dopo il giro di ricognizione. La crisi s’è aperta nelle libere, l’incidente di Ralf Schumacher ha dimostrato che le gomme non reggono il carico trasversale alla soprelevata. Non c’è la mediazione per modificare le specifiche delle mescole o aggiungere una chicane, allora corrono solo quelli con le Bridgestone. Le Ferrari si prendono l’unica vittoria di un’annata storta, contro Jordan e Minardi che girano due secondi più lente.