Sakhir, scheda e storia del circuito

Le gite nel deserto
Polvere dovunque

Una cattedrale nel deserto roccioso di Manama, un capriccio dello sceicco Salman bin Hamad Al Khalifa, un investimento da centocinquanta milioni di dollari. In ordine cronologico è il secondo progetto di Tilke, il paddock sembra un’oasi con le torri d’avvistamento. La sabbia è un fattore.

5.412 km × 57 giri

Il giudizio di Christian Klien per F1WEB.it

Tipica pista da stop-and-go, lunghi rettilinei con curve molto lente perché Tilke voleva creare opportunità di sorpasso. La pista impone un setup da medio carico come compromesso tra i rettilinei e le curve strette. Si può sorpassare in diversi punti, le qualifiche non sono cruciali. Può fare caldissimo, ma è un caldo secco. Piuttosto, il problema è il vento che porta la sabbia in pista.

La storia essenziale

2004. Si corre il primo Gran Premio in Medio Oriente, vince la Ferrari con doppietta. Todt santifica l’asfalto della Shell: “Lo stesso che abbiamo a Fiorano”. Raccomandati.

2009. La maggior parte delle squadre prova in Europa tra pioggia e gelo. Ferrari, Bmw e Toyota invece si spostano a Sakhir alla ricerca del sole. Trovano le tempeste di vento e sabbia che fanno procedere i test a singhiozzo finché i commissari danno bandiera rossa per ragioni di sicurezza.

2010. Sulla McLaren spicca la trovata dell’anno, un sistema di canalizzazioni che sul dritto neutralizza la resistenza dell’ala posteriore quando il pilota chiude una bocchetta con gomito o ginocchio: la stampa lo chiama f-duct perché la feritoia d’aspirazione si apre in corrispondenza della f di Vodafone. Non è determinante, o perlomeno non ancora. Infatti la doppietta è della Ferrari, l’ottantesima, con la prima vittoria di Alonso in uniforme rossa.

2012. Il Bahrain si ricongiunge con la Formula 1 a un anno dalle guerre civili. Non è il weekend tranquillo che promette la Fia, nemmeno il Gran Premio della paura come scrive la stampa. A Manama le contestazioni vanno avanti, ci scappa il morto mentre la Formula 1 gira in pista.

2014. Hamilton resiste con le dure a Rosberg che fa l’ultimo stint sulle morbide, tra loro resta appena un secondo sotto la bandiera a scacchi dopo una lunga serie di incontri ravvicinati. Maldonado dopo il pit stop manca il punto di frenata a gomme fredde, sperona Gutierrez che tutto tranquillo sta impostando la prima curva, gli fa da montacarichi e lo manda in tonneau.