Interlagos, scheda e storia del circuito

I colori della torcida
La criminalità

Nella terra che ha dato i natali a tanti campioni, atmosfera di samba, pubblico entusiasta e tanto caldo. Se va bene. Altrimenti tanta acqua. Da sempre sconnesso per via di mille rattoppi, il primo rifacimento serio dell’asfalto è del 2015, l’anno in cui debuttano anche le nuove strutture dei box. Una curiosità: per dieci anni dal 1991 al 2000 l’albo dei vincitori coincide con l’albo d’oro mondiale.

4.309 km × 71 giri

Il giudizio di Christian Klien per F1WEB.it

Pista molto corta, non per questo semplice. Il tratto in salita verso i box richiede velocità, per l’infield invece è fondamentale avere più carico. I piloti fisicamente devono essere perfetti, per via dei sobbalzi sull’asfalto e perché si gira in verso antiorario, il verso non convenzionale, per cui anche il collo più preparato può soffrire.

La storia essenziale

1977. L’affermazione più dura di Reutemann, la prima con la Ferrari, in un cappa di caldo soffocante. La corsa la chiudono solamente in sette, tre a pieni giri.

1991. All’ottavo tentativo, Senna vince per la prima volta in casa. Il cambio è fuori uso, la sesta marcia è l’unica che sopravvive mentre arriva la pioggia. Ayrton quando taglia il traguardo caccia un urlo sovrumano nella radio, un mix di gioia e dolore che mette i brividi.

2001. Con un sorpasso spavaldo, Montoya trafigge l’orgoglio di Schumacher alla prima curva. Comunque non vince: a metà gara l’Arrows di Verstappen manca il punto di frenata alla Descida do Lago e gli distrugge il retrotreno.

2003. La pioggia innesca un pandemonio, escono Button, Montoya, Pizzonia e Michael Schumacher alla prima curva; poi l’aquaplaning tradisce Webber all’Arquibancadas, in accelerazione. Le sue gomme sono un po’ dovunque: una la prende in pieno Alonso che sottovaluta le segnalazioni dei commissari. Trionfa Fisichella, il successo gli viene assegnato a posteriori, quando la Fia ricalcola l’ordine d’arrivo e toglie la vittoria a Raikkonen.

2007. Hamilton stecca il via per resistere ad Alonso, più avanti si blocca in folle, lo sfilano tutti, deve fare il reset del cambio. Raikkonen vince il campionato, ma prima dell’ufficialità il risultato resta sub iudice per un mese, non è a norma la temperatura della benzina di Williams e Bmw che squalificate darebbero il titolo a Hamilton.

2008. Massa vince la gara e nell’istante in cui taglia il traguardo è virtualmente campione perché Hamilton rema per riconquistare il quinto posto che vale il titolo. Piove a dirotto, Glock con la Toyota cede all’ultima curva e lo fa iridato.

2009. Si completa la maturazione lenta della carriera di Button che mette in cassaforte il titolo col quinto posto. È iridata anche la Brawn. Ai box Kovalainen strappa il tubo del rifornimento, innaffia di benzina la Ferrari di Raikkonen che in un attimo s’accende come un fiammifero.

2012. Vince Button davanti ad Alonso che del secondo posto non se ne fa niente perché Vettel malgrado l’incidente alla partenza arriva sesto e mantiene tre punti di vantaggio per confermare la corona iridata. La terza consecutiva.

2016. Una classica del Brasile per pioggia, azione e incidenti. Il successo è di Hamilton. Mentre Verstappen è il più giovane col giro veloce, regala una sequenza esaltante di sorpassi inventando traiettorie nuove: “Perché non vedevo”. Raikkonen si gira sul dritto, sfiora lo scontro frontale con Wehrlein.