Silverstone, scheda e storia del circuito

Il peso della storia
Il nulla della campagna

La pista dove tutto è cominciato. Ex base aerea della Raf, sede storica della tappa inglese del mondiale, in una cornice di pubblico appassionato, competente e mai di parte. Negli anni si trasforma in nome della sicurezza: del 1990 la riforma più corposa, quella che ridisegna Stowe, Club e Woodcote; nel 2010 l’inserimento dell’arena che cancella Bridge e Priory.

5.891 km × 52 giri

Il giudizio di Christian Klien per F1WEB.it

La pista di casa per tante squadre che hanno base nel Regno Unito. Offre curve veloci, ma c’è anche una parte lenta più tecnica dove serve trazione. La Becketts resta uno dei passaggi caratteristici: si entra in settima marcia alla Maggots a 300 all’ora, poi si scala in quinta a 210 e poi in uscita della Chapel si è già a 250, è una combinazione di curve che piace a tutti i piloti! Alle gomme non tanto per via dei carichi laterali.

La storia essenziale

1950. Si corre la prima della Formula 1. Gareggiano 22 vetture, manca la Ferrari che non concorda sui premi di partecipazione. Detta legge l’Alfa Romeo 158 che realizza il primo royal flush della storia: prima fila completa in qualifica con quattro telai, giro veloce, corsa sempre al comando e tripletta finale con Farina, Fagioli e Parnell.

1951. La Ferrari con Gonzalez conquista la prima vittoria iridata. Il successo matura a danno dell’Alfa Romeo che il Drake ha sostenuto prima di mettersi in proprio. Lui stesso nelle memorie riporta una frase che passa alla storia: “Mi sentivo come se avessi ucciso mia madre”.

1977. Nelle pre qualifiche, sulla Lec di Purley si bloccano le valvole di alimentazione del motore. Purley taglia la Becketts, sfonda le reti e piomba sul terrapieno. Riporta un trauma cranico e un’infinità di fratture, ma sopravvive a uno schianto devastante che secondo il rapporto delle autorità inglesi lo sottopone a una decelerazione di 180 G.

1994. Due volte Schumacher sorpassa Hill nel giro di riscaldamento, rimedia cinque secondi di stop-and-go. Che si rifiuta di scontare. La Fia allora gli dà bandiera nera, lui comunque non si ferma. Si mette in regola solo al giro 27. Arriva secondo, la Fia decide di squalificarlo ugualmente per inosservanza del codice.

1999. Per un’avaria dell’impianto frenante, Schumacher va diritto dentro le barriere di gomme alla Stowe. La telemetria registra 180 all’ora un attimo prima dell’impatto. Il barone rosso è immobilizzato, si frattura tibia e perone della gamba destra. Esce dal campionato, torna a correre dopo tre mesi.

2003. Un matto con basco e completino scozzese corre in direzione delle macchine sul rettilineo degli hangar e agita un cartello: “Leggete la Bibbia. Ha sempre ragione”. Alle forze dell’ordine è già noto: si chiama Cornelius Horan, è un sacerdote cattolico di 56 anni. Lo placca un addetto alla pista e lo trascina di peso oltre le reti.

2013. È esplosiva la corsa, letteralmente: scoppiano le gomme a Hamilton, Massa, Vergne e Perez; sempre la posteriore sinistra. Per il prosieguo del mondiale interviene la Fia in direzione della sicurezza: uniforma pressioni di gonfiaggio e camber, impone a Pirelli la modifica delle strutture e vieta alle squadre la pratica d’inversione dei pneumatici.