Sochi, scheda e storia del circuito

Il luna park
Le curve dell’ultimo settore

Sulla costa orientale del mar Nero, nel territorio di Krasnodar, corre intorno al villaggio olimpico dei Giochi invernali del 2014, dà una sede al Gran Premio di Russia dopo venti anni di negoziati e una miriade di progetti falliti. Poche curve caratteristiche, la terza comunque la più scenografica, la rotonda lunghissima intorno a Medals Plaza, tra l’Iceberg e il Palazzo del Ghiaccio.

5.872 km × 52 giri

Il giudizio di Christian Klien per F1WEB.it

Ricorda molto lo stradale di Valencia perché tanti tratti sono condivisi con la viabilità ordinaria. Viene utilizzato una volta all’anno, perciò l’aderenza è molto bassa e migliora nel corso del weekend. In alcuni punti l’asfalto è anche piuttosto liscio, il che amplifica il rischio di aquaplaning in caso di pioggia. È piacevole per l’atmosfera del villaggio olimpico, però il layout non è granché, le curve sembrano tutte uguali a parte la terza, sinistrorsa, dove con una macchina di Formula 1 si può andare a tavoletta.

La storia essenziale

2010. Ecclestone e Putin stringono l’accordo per il Gran Premio di Russia dal 2014. Designano Sochi, dove il governo sta costruendo gli impianti per le olimpiadi invernali. La pista si snoda intorno al villaggio olimpico: “Renderà fruibile quello che stiamo creando per i Giochi”.

2014. L’esordio della Formula 1 in Russia porta il titolo costruttori alla Mercedes. Putin si fa carico di consegnare le coppe, nella saletta alle spalle del podio Ecclestone e Todt si svenano in salamelecchi, Hamilton è l’unico che non avverte la mole del presidente e gli nega la stretta di mano.

2015. Grosjean picchia con violenza alla curva 3, nell’impatto il sedile della Lotus si spacca. Se la vede nera anche Sainz nelle libere, esce alla curva 13 e resta sepolto sotto le barriere, durano quasi venti minuti le manovre dei commissari e del personale del centro medico per estrarlo.