Valencia, scheda e storia del circuito

Il ponte girevole di Calatrava
Un labirinto di gabbie

Uno stradale non permanente nel porto, i box sono i vecchi hangar della Coppa America, 25 le curve, nessuna da pelo. Non si guadagna la stima degli appassionati, non offre sorpassi, rapidamente crolla in popolarità. Nel 2013, a un anno dall’ultima edizione, già sprofonda nel degrado assoluto, abbandonato a vandali e intemperie.

5.419 km × 57 giri

La storia essenziale

2008. Una corsa da sbadigli, la vince Massa che segna l’hat trick. Raikkonen al pit stop anticipa la ripartenza, trascina il bocchettone, strappa il casco a uno dei meccanici e sbatte a terra Pietro Timpini, l’addetto al rifornimento, che riporta la frattura del piede sinistro, contusioni alle gambe e alla schiena.

2010. Va a picco la credibilità della Formula 1, Hamilton passa la safety car e comunque arriva secondo perché nonostante l’evidenza del dolo i commissari impiegano 16 giri per notificargli il drive through, lui così ha tutto il tempo per costruirsi margine. Ma in prima pagina al posto delle polemiche rischia di finirci un dramma: Kovalainen fa da trampolino a Webber che prende il volo, si ribalta, atterra sul rollbar e poi si rigira.

2012. Alonso guida il campionato al giro di boa, trionfa partendo undicesimo. Rimonta alla grande pure Schumacher, da dodicesimo a terzo, conquista il primo e unico podio della seconda carriera, a 43 anni e mezzo è il più anziano a podio in epoca moderna.

2014. C’è una promessa verbale per una staffetta con Barcellona, ma la Formula 1 a Valencia non ci torna. Ecclestone dona le reti di protezione al New Jersey per accelerare i lavori. Ma quella è una pista che non viene mai completata.