Gran Premio di Abu Dhabi dal 2009: così la Formula 1 sta scappando dall’Europa

lunedì 12 marzo 2007 · Politica

Si correrà ad Abu Dhabi dal 2009, sul circuito che Hermann Tilke deve ricavare all’isola artificiale di Yas. Si allunga con una perla d’oriente la lista dei paesi che ha conquistato Bernie Ecclestone: “Abbiamo un contratto per sette anni, ma probabilmente la gara si disputerà per sempre, perché questa è una località perfetta per un Gran Premio”.

L’accordo con Abu Dhabi si abbina all’affrettato rinnovo che il Bahrain ha richiesto e ottenuto per Sakhir. E decreta indirettamente l’interruzione delle trattative con Dubai lì vicino.

Anche perché in attesa d’approvazione c’è ancora una schiera di territori senza restrizioni di marketing per le multinazionali del tabacco. Per dire: Russia, Corea, Singapore, India, Sudafrica, Egitto, Argentina, Messico.

“L’espansione internazionale – dice Flavio Briatore – è un fatto positivo, che dobbiamo accogliere a braccia aperte se vogliamo costruire un autentico campionato mondiale”. Che però intanto, dopo l’esclusione di Imola e Hockenheim mette a rischio le piste del vecchio continente.

Bernie sentenzia: “Il futuro della Formula 1 non è in Europa”. Soprattutto perché agli sponsor i nuovi orizzonti fanno gola. Lo dimostra l’esibizione cittadina del 3 febbraio, con tutte le squadre, nessuna esclusa, per accattivarsi la popolazione locale in vista del 2009.

Ma c’erano soprattutto i collaudatori e le riserve. L’unica con entrambi i titolari era la Ferrari, che ad Abu Dhabi deve aprire il suo primo parco tematico. E quindi ha più interessi di tutte le altre.

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