Montréal, che casino: fra incidenti e squalifiche vince Lewis Hamilton

lunedì 11 giugno 2007 · Gran Premi

Aveva dodici anni, si presentò a Ron Dennis con le idee chiare: “Voglio vincere – gli disse – e voglio farlo col tuo team”. Dennis rispose: “D’accordo, ne parliamo fra qualche anno”. Adesso ne parla anche tutto il mondo. Non è sorpreso papà Anthony: “Piuttosto mi meraviglia quanto presto sia arrivato dov’è”.

È Hamilton il personaggio che la Formula 1 cercava: veloce e un po’ sopra le righe. C’è anche lui nel club dei vincitori del 2007. In testa al Mondiale con 48 punti, 8 in più su Alonso, 15 su Massa, 21 su Raikkonen. Conquista in Canada il suo primo Gran Premio, lo fa con autorità, mentre si susseguono gli incidenti e fioccano le squalifiche.

Non ha fatto polemica, non è tornato sull’inchiesta di Monaco, si è concentrato sulla pista e si è espresso coi fatti, impermeabile al caos della gara: “Un inizio fantastico di carriera – commenta in conferenza stampa – ma devo restare concentrato, la stagione è ancora lunga e dura”.

C’era anche Jackie Stewart a godersi lo spettacolo all’isola di Notre Dame: “Lewis ha la mentalità giusta, un equilibrio eccellente, un approccio corretto e un talento innato ed è per questo che è già più popolare di tanti altri piloti britannici”.

In tempi non sospetti Bernie Ecclestone aveva azzardato il paragone scomodo: “Mettetegli il casco di Schumacher e per il suo stile di guida lo confondereste davvero con Michael”.

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