Interlagos, vince Massa ma non basta. Il Mondiale a Hamilton all’ultimo giro

domenica 2 novembre 2008 · Gran Premi

Con la mano sul cuore, ringrazia il pubblico e si inchina agli applausi. Felipe Massa il suo dovere l’ha fatto. Fino in fondo: pole position, giro record e vittoria. Di più non poteva. Non basta perché Lewis Hamilton con il quinto posto conserva un punto di vantaggio, riporta il Titolo in McLaren dopo 9 anni, diventa il trentesimo campione del mondo, il primo inglese a trionfare dopo Damon Hill.

23 anni, 9 mesi e 26 giorni, è anche il più giovane iridato di sempre. Migliora di 5 mesi il record che Alonso aveva fissato nel 2005: e pure questa è una soddisfazione, perché lui con Fernando ci faceva a cazzotti.

Gira per il paddock con la bandiera britannica sulle spalle. Emozionato, quasi ipnotizzato. Ma ha ancora un briciolo di lucidità per ricostruire i 2 giri finali, quelli in cui sotto l’acqua è successo di tutto: “Non volevo prendermi rischi. Vettel mi ha passato, dai box il team mi ha detto che dovevo tornargli assolutamente davanti”.

Per 2 minuti e qualche secondo, Massa è virtualmente campione del mondo. Le telecamere vanno subito a cercarsi Glock, perché lui le gomme non le ha cambiate e si è tenuto quelle d’asciutto. Fa scappare Hamilton all’ultima curva dell’ultimo giro, praticamente negli ultimi 500 metri di campionato. E lo promuove in testa al Mondiale.

Succede tutto così in fretta che anche nel box della Ferrari hanno bisogno di tempo per rifare i calcoli e capire che il sogno di Massa è finito. Quello di Hamilton è appena cominciato: “Urlavo nella radio, chiedevo le posizioni, non sapevo come era finita. Il cuore stava per esplodermi, è stata la mia gara più intensa. Non so cosa poteva succedermi se perdevo all’ultimo giro”.

A Maranello resta il Titolo Costruttori. E una lunga serie di argomenti per riflettere: gli azzardi di Monte-Carlo, le tattiche sballate di Silverstone, la biella che si è rotta a Budapest, il pit-stop di Singapore.

Luca Baldisserri nota: “L’anno scorso vincemmo per un punto. Quest’anno per un punto perdiamo”. Perché San Paolo il miracolo lo fa una volta sola. Due volte è difficile.

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