La guerra delle gomme: come cambia la F1 con 5 pollici in più

sabato 1 maggio 2010 · Tecnica

Pirelli c’è, Michelin anche. E per rientrare nel giro pretendono dalla Federazione le stesse condizioni: spazi pubblicitari negli autodromi (ma qui c’entra Ecclestone), rimborso totale da parte dei team (e qui c’entra la FOTA) e soprattutto, gomme che si rifanno a quelle già impiegate sulle vetture stradali, in pratica pneumatici per cerchi da 18 pollici contro i 13 attuali.

Per la Formula 1 non sarebbe un passaggio indolore. Per un bel po’ di motivi. Significa cambiare i freni e metterne altri con pastiglie più grandi, allungare le barre di torsione degli ammortizzatori, ammorbidire le sospensioni per montare gomme più rigide, riprogettare i componenti della trasmissione che ricevono tutto il carico di vibrazioni che non viene abbattuto dal pneumatico.

Mike Gascoyne conferma: “È un impatto notevole. Qualcuno pensa che basterà vietare di modificare le sospensioni e caricarle coi cerchi da 18 pollici. Ma prima o poi qualche modifica bisognerà farla e quindi tanto vale farla immediatamente“.

Ecco perché entro maggio – cioè prima di lanciare i progetti per l’anno nuovo – i team vogliono sapere chi porterà le gomme nel 2011. Ovvero: che dimensioni avranno i cerchi a seconda di chi si aggiudicherà l’appalto.

La FIA invece si è presa tempo fino al 30 giugno per trovare il successore della Bridgestone. E sull’ipotesi di abolire il regime di fornitura unica, Gascoyne avverte: “Con il limite sui test, sarebbe complicato. La guerra delle gomme non ha mai abbassato i costi, li ha sempre fatti salire. Quindi penso che un’ipotesi del genere deve essere valutata attentamente”.

Ma il principio della libera concorrenza piace troppo a Michelin. E anche Pirelli è favorevole: “Che sia alle nostre condizioni. Altrimenti – dice Francesco Gori alla Gazzetta – viviamo benissimo anche senza Formula 1”.

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