Monte-Carlo, Bernoldi docet: “Se non rallenti non ti passa nessuno”

mercoledì 12 maggio 2010 · Amarcord

Di traffico e macchine lente s’è sempre parlato, soprattutto a Monte-Carlo. Ma quest’anno è diverso. E le squadre sono terrorizzate da chi ha il passo della lumaca, al punto che in Spagna si proponeva di separare le qualifiche. Dice Hamilton: “Ci sono auto che si fanno raggiungere troppo facilmente. E quando le vai a doppiare non sai da che parte si mettono. Non ci sono stati incidenti, ma a Monaco sarà un problema”.

C’è un dato di fatto: “Monte-Carlo è una pista dove se non rallenti molto, chi ti segue non può passare”. L’ha detto nel 2001 Enrique Bernoldi: con la Arrows si è tenuto dietro la McLaren di David Coulthard che con pista libera viaggiava anche 3 secondi più veloce.

Finì in polemica. Coulthard disse: “Bernoldi mi chiudeva le porte in modo aggressivo. Non era così che ci eravamo messi d’accordo nel briefing”.

Ma nel briefing s’era parlato dei doppiati. E Bernoldi non era doppiato: era nello stesso giro di Coulthard che al via aveva mandato in tilt il software di partenza assistita e si era ritrovato in fondo al gruppo mentre Schumacher ereditava la pole e ipotecava il successo.

Alle accuse, Bernoldi rispose: “La squadra mi ha sempre detto di spingere. E poi io corro per la mia carriera. Non ho ostacolato David, semplicemente mi sono difeso e non gli ho permesso di passare. Forse al suo posto Schumacher ci sarebbe riuscito a infilarsi”.

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