Pirelli, quel test proibito sulla Ferrari nel 1990: “Un successo clamoroso”

giovedì 1 luglio 2010 · Amarcord

Pirelli prepara il triennio del ritorno in pompa magna: farà i test con un prototipo GP2 del 2011, poi a novembre – probabilmente al circuito di Abu Dhabi, all’indomani dell’ultima prova del Mondiale – passerà ai collaudi direttamente con le squadre. E celebrerà con la Ferrari il matrimonio che saltò 20 anni fa.

Sì, perché il giorno di Ferragosto del 1990, a Fiorano, c’era Alain Prost che provava la rossa su gomme Pirelli. Un segreto custodito per anni: lo rivela Cesare Fiorio sulla Gazzetta dello Sport, un test “supersegreto” che lui stesso architettò per studiare i pneumatici che funzionavano così bene sulle altre macchine mentre invece la Ferrari soffriva le Goodyear.

Con la Pirelli avevo collaborato per anni. Ai tempi della Lancia avevamo vinto insieme Mondiali a raffica nei rally e con i prototipi. Fu così che quando le gomme della Bicocca sbarcarono in F.1 cominciai a osservarle con attenzione. Allora dirigevo la Scuderia Ferrari, che a quei tempi era legata contrattualmente alla Goodyear. Tuttavia, vedendo i risultati sorprendenti delle squadre minori che utilizzavano le Pirelli, incominciai a pensare a come fosse possibile, quantomeno, provarle.

Con Dario Calzavara, che allora dirigeva il settore F1 in Pirelli, combinammo un incontro con lo scopo di studiare un possibile test. Il piano, supersegreto, scattò in una Maranello deserta il 15 agosto 1990.

Innanzitutto fu messo in piedi un clamoroso depistaggio: al volante della macchina che doveva girare si presentò un pilota con un anonimo casco bianco. Le gomme Pirelli giunsero su un anonimo furgone, come pure i tecnici, che avevano provveduto a cancellare i loghi sui pneumatici.

Tutto era pronto e il pilota misterioso – il campione del mondo in carica Alain Prost – iniziò a girare. I tifosi e i giornalisti pensavano a tutto, tranne che la Ferrari, con Prost, stesse testando le Pirelli. La prova fu un successo clamoroso. Purtroppo poi non se ne fece nulla: io lasciai Maranello e in Pirelli calò pian piano l’interesse verso la Formula 1.

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