Gran Premio d’Ungheria: Webber spietato, Alonso artiglia il podio

domenica 1 agosto 2010 · Gran Premi

Il tempo per rimescolare i valori non c’è stato. Ma quello che in Germania era un vantaggio irrisorio della Red Bull sulla Ferrari, in Ungheria torna a salire. Dice Massa: “La pista è cambiata e sono cambiate le gomme”. Dure e super soft per Hockenheim, medie e super soft per Budapest: “E loro, quelli delle Red Bull, con quest’abbinamento di mescole si trovano benissimo”.

La prova è che Mark Webber fa oltre metà corsa con le morbide e si spinge fino al giro 44. E in 27 tornate – fra la ripartenza dopo la safety car e il momento del cambio gomme – con un ritmo spietato mette insieme 23 secondi di vantaggio su Fernando Alonso.

Lì finisce la storia del Gran Premio d’Ungheria, perché l’unico che potrebbe fare gli stessi tempi di Webber è Vettel sull’altra lattina. Che però ha il campo sbarrato dalla Ferrari dopo il drive-through: “Ma io – sbotta Seb – senza quella penalità avrei vinto. Sarebbe stata una passeggiata”.

Vettel in parco chiuso va subito a chiedere lumi a Herbie Blash. Poi in conferenza stampa spiega: “Mi ero addormentato, ero in attesa di istruzioni quando ho visto la safety car che entrava nei box, in quel momento ho perso un po’ di tempo, ma non era intenzionale”.

Sotto safety car il regolamento prescrive non più di 10 lunghezze fra una macchina e l’altra: Vettel invece lascia troppo spazio e si gioca la corsa. Alla fine non gli riesce di avere la meglio su Alonso, che stringe i denti fino al traguardo, ma avverte: “Qua non si supera. Su un altro tracciato l’avrebbe avuta vinta lui”.

Porta fieno in cascina la Ferrari, che a Budapest faceva la corsa sulla McLaren. Ricorda Domenicali: “Noi eravamo venuti qui con un obiettivo, che era quello di accorciare la classifica. E ci siamo riusciti”.

Adesso in 20 punti ci stanno 5 piloti: Webber, Hamilton, Vettel, Button e Alonso. E Bernie Ecclestone non sa per chi tifare: “Mi piacerebbe che il Mondiale lo vincesse Vettel, perché sarebbe un nome nuovo. Ma anche Webber avrebbe una bella storia da raccontare. Però lo meriterebbe Massa, perché è stato troppo sfortunato nella carriera”.

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