Disordini in Bahrain, a rischio i test e il Gran Premio di Formula 1. Intanto salta la GP2 Asia

giovedì 17 febbraio 2011 · Fuoriformula

Stavolta è preoccupato anche Bernie Ecclestone che normalmente ostenta ottimismo e non guarda in faccia a nessuno: “Se queste persone volessero un riconoscimento a livello mondiale, sarebbe dannatamente facile. Prova a creare problemi sulla griglia di partenza in Bahrain e otterrai una risonanza planetaria“.

La rivolta del Bahrain segue quelle di Tunisia ed Egitto dove il popolo ha già rovesciato i governi. A Manama lo scontro è inasprito da una contrapposizione che si trascina da anni, tra la maggioranza sciita della popolazione e la dinastia sunnita che è al potere.

Attraverso il web gli attivisti fanno espressamente riferimento al Gran Premio di Formula 1 che il 13 marzo apre il Mondiale 2011. Dal circuito rispondono che “l’obiettivo resta quello di fornire un evento di successo”. John Booth della Virgin dice: “Se il governo locale, la FIA e la FOM (la società di Ecclestone,ndr) ci dicono che lì è sicuro, allora ci andremo”.

Prima del 13 però la Formula 1 in teoria proprio in Bahrain dovrebbe pure chiudere i test invernali nella quarta e ultima sessione pre campionato, dal 3 al 6 marzo. E gran parte del materiale è già in viaggio.

Ecclestone nel week-end si vedrà prima con le autorità locali e poi con le squadre. Già cancellato nel frattempo l’appuntamento di questa settimana con la seconda prova della GP2 Asia. A chi gli domanda se la Formula 1 il 13 marzo correrà, Bernie chiarisce: “Se le cose restano come sono oggi, la risposta è no”.

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