Ferrari, il nemico è il freddo: al ‘Ring la rossa non scaldava le gomme

martedì 26 luglio 2011 · Tecnica

L’osservazione più interessante di tutto il week-end l’ha fatta Fernando Alonso: “Sono arrivato secondo a Valencia, ho vinto a Silverstone e sono arrivato un’altra volta secondo al Nürburgring. Tre condizioni climatiche diverse, tre mappature diverse per gli scarichi. È la conferma della consistenza della macchina e dei miglioramenti che abbiamo fatto”.

Il Cavallino però su un punto continua a soffrire: la temperatura d’esercizio delle gomme. Venerdì in Germania la Ferrari andava benone e sabato è andata benino, perché la temperatura al ‘Ring è scesa da 18 a 14 gradi, per cui sulla griglia Alonso ha rimediato 4 decimi di distacco da Webber quando invece ne prendeva 1 nelle libere il giorno prima.

Domenica la corsa è partita con 12 gradi. Spiega Pat Fry: “Con il freddo facciamo più fatica degli altri a mandare subito in temperatura le gomme, sia le prime che le option“. Si è visto anche a Silverstone: la vittoria è maturata a metà gara, quando la pista si è scaldata.

In Germania al secondo pit-stop Alonso è uscito davanti a Hamilton “ma non si è potuto difendere perché – rimarca Stefano Domenicali – i pneumatici erano troppo freddi”. Esaurito il transitorio, Nando ha trovato il ritmo che gli ha permesso di tenere a distanza la Red Bull di Webber: “In gara – rimarca Fry – andiamo bene. È in qualifica che bisogna migliorare”.

Da Montréal la Ferrari cambia costantemente il disegno della sospensione posteriore, per sollevare il punto d’attacco rispetto alla ruota e spostarlo verso il centro della monoposto. In questo modo si accorcia la leva e si abbassa il centro di rollio della sospensione. L’ha sperimentato anche la Mercedes, che all’inizio della stagione pure si è trovata in difficoltà con la temperatura delle gomme.

Aggiunge Domenicali: “Tradizionalmente le nostre macchine sono più gentili con i pneumatici. Sulla distanza è un vantaggio”. Ancora troppo limitato per pensare di fare una sosta in meno.

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