Renault, la prova del fuoco a Budapest: il rischio degli scarichi frontali

martedì 2 agosto 2011 · Tecnica

Un momentaccio per Nick Heidfeld dopo il cambio gomme in Ungheria: “Ho visto del fumo, ho continuato perché ho pensato che il vento l’avrebbe portato via. Però il fumo è aumentato e si sono sviluppate pure le fiamme”.

Già in Spagna la Renault era andata flambé nell’ultima sessione di libere prima delle qualifiche: “Questa volta però mi sono spaventato sul serio. A Barcellona non avevo percepito il caldo”. E non c’era stata nemmeno l’esplosione della fiancata, che ha ferito uno degli addetti al servizio antincendio.

Heidfeld azzarda un’ipotesi: “Il pit-stop è durato più del dovuto (4 secondi più di quello precedente, ndr). Ma non tantissimo. È probabile comunque che qualcosa si sia surriscaldato”.

Quindi le fiamme si sono innescate nello scarico e poi si sono estese al corpo vettura. Esattamente come a Barcellona. Anche nei test la Renault lottava con lo smaltimento del calore perché tra tutte le interpretazioni del soffiaggio dei gas di scappamento sotto il fondo, il sistema FEE della R31 è il più efficiente ma anche il più estremo: i condotti di scarico passano attraverso le fiancate tra i radiatori e la scocca; le temperature arrivano anche a 800 gradi.

In galleria del vento i test con un assetto simile li hanno fatti pure McLaren e Mercedes. Poi ci hanno rinunciato perché tutto sommato è un gioco troppo rischioso. Tant’è che alla fine anche Renault in Germania ha iniziato a sperimentare progetti più convenzionali.

Gli elementi nuovi però li ha provati solo Heidfeld perché il prototipo del fondo piatto che si abbina agli scarichi standard prevede tutta una serie di elementi metallici di protezione sui condotti, per cui pesa 4 chili in più rispetto al vecchio. Petrov è più alto e il bilanciamento della macchina non è così semplice.

In pratica Renault si sta portando avanti col programma di sviluppo del telaio per l’anno prossimo, ufficialmente perché dal 2012 il sistema FEE viene implicitamente vietato dalle nuove norme e bisogna impiegare obbligatoriamente lo scarico posteriore. Ma oggi, dopo Budapest, la Régie non è più tranquilla nemmeno sotto il profilo della sicurezza.

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